Tre ladri catturati di corsa in galleria
Poliziotto atleta rincorre e li acciuffa dopo un ingente prelievo col bancomat appena rubato a una tabaccaia di via Araldi
Hanno rubato la borsetta alla tabaccaia che stava chiudendo il negozio. Hanno prelevato 500 euro dal bancomat. Hanno visto arrivare la polizia mentre cercavano di comperare un telefono da 700 euro con la carta di credito rubata. Hanno provato a scappare. E un anno a testa ai domiciliari è la pena che ora dovranno scontare. La bravata del venerdì sera si è conclusa con un tentativo di fuga nella galleria del centro commerciale La Rotonda. Per loro sfortuna, c’era un poliziotto atleta che con uno scatto alla Bolt li ha fermati permettendo che fossero tutti arrestati.
Sono tre giovani nomadi modenesi residenti in due microaree cittadine: T.D.S., 22 anni, J.G., 21 anni, e D.R., 25 anni. Tutti amici e coetanei. Venerdì sera verso le 19.30 si trovavano in via Araldi all’incrocio con via Bruschi. Uno di loro ha notato la tabaccaia che stava uscendo e, approfittando della sua distrazione dovuta alle procedure di chiusura, hanno agito.
«Ho appoggiato la borsetta sul sedile dell’auto - racconta la tabaccaia Monica Cuoghi Costantini - poi sono tornata indietro per tirare giù la saracinesca e chiudere tutto. Ho sentito un rumore e ho pensato a uno scherzo della mia collega. Ho visto un giovane aprire la portiera, arraffare la mia borsa e correre via verso una Fiat Punto. Su quell’auto c’erano altri due. Allora ho chiesto aiuto e tutto il vicinato si è affacciato. Si sono fatti in quattro per aiutarmi e chiamare la polizia».
Dentro la borsa c’era il portafoglio con soli venti euro. Ma ai ladri interessavano le carte bancomat e di credito. «Probabilmente cercavano l’incasso. Forse immaginavano che lo portassi con me. Ma non c’era».
Pochi minuti dopo, mentre una pattuglia della Squadra volante della polizia di stato arrivava e raccoglieva le informazioni, i tre si trovavano già al centro commerciale La Rotonda per “far cassa”. Dopo un tentativo di incassare dal bancomat non riuscito, hanno trovato il pin nascosto nella borsa e sono riusciti a prelevare 500 euro. Poi sono entrati in un negozio di telefonia e hanno chiesto un Samsung S7, uno smartphone da 750 euro. È stato in quel momento che davanti a loro è apparsa la polizia, accorsa dopo la segnalazione dell’auto (poi risultata rubata a la Spezia). Hanno cercato di fuggire, ma tra gli agenti c’è un superatleta di “ironman”, una delle attività sportive più dure. Il tentativo di darsele a gambe è durato qualche secondo, il tempo dell’agente atleta di scattare e rincorrerne uno di loro per la galleria davanti ai clienti. La cattura dei tre è stata immediata. Ieri mattina, difesi dall’avvocato Lorenzo Bergami, sono stati processati per direttissima e condannati a un anno ciascuno ai domiciliari
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