Gazzetta di Modena

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POLEMICA IN CONSIGLIO COMUNALE

Il caos dei prezzi per riscatto e vendita di case popolari

La materia è alquanto ostica ma si sta tentando di fare chiarezza. Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale si è deliberato in merito all’adeguamento delle modalità di calcolo per l’alienaz...

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La materia è alquanto ostica ma si sta tentando di fare chiarezza. Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale si è deliberato in merito all’adeguamento delle modalità di calcolo per l’alienazione del diritto di proprietà riguardo agli immobili posti in aree che sono state cedute in diritto di superficie all’interno dei piani di edilizia economica e popolare.

Semplificando: i proprietari degli alloggi che si trovano all’interno di strutture realizzate su iniziativa pubblica per poterli vendere sono sottoposti al rispetto di determinati vincoli previsti dalla convenzione urbanistica: non li possono perciò alienare immettendoli sul mercato a prezzo pieno, perché realizzati con finanziamenti pubblici.

La modalità di vendita prevede dunque che la determinazione del prezzo venga effettuata dall’amministrazione comunale individuando gli edifici e i costi per farli riscattare, in modo che il cittadino possa vendere senza sottostare a vincoli. A queste modalità di calcolo hanno lavorato, dal 1997, le varie Finanziarie, la Corte dei Conti e il Tar, affinché fossero il più corrette possibile e il Comune di Carpi ha, di volta in volta, applicato le normative in ordine cronologico, in attesa di una decisione che fosse univoca. Ad oggi le nuove modalità di calcolo sono più pesanti per il cittadino: si prevede che il valore dell’immobile venga abbattuto del 40 per cento (in passato, del 60 per cento), percentuale da cui il Comune decurta un ulteriore 50 per cento. La querelle nata in Consiglio comunale ha evidenziato la parziale lacuna in cui si è comunque continuato a operare fino a oggi. Monica Medici, del Movimento 5 Stelle, ha biasimato la discrezionalità con la quale si è gestito il problema fino ad ora: otto persone hanno protocollato la domanda di riscatto ma la pratica è in sospeso, mentre da marzo 2015 due sono andate a rogito. «Non possiamo applicare la norma ad personam: le leggi o sono valide per tutti oppure non lo sono», ha affermato la consigliera.

«Ci si è trovati per lungo tempo in una zona grigia e complicata – è stata la replica da parte della Giunta comunale - non c’è stata volontà di sfavorire nessuno».

La delibera, nonostante l’astensione di Fratelli d’Italia/AN, ha comunque avuto immediata esecutività.

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