«Islam significa pace, siamo qui per questo»
I rappresentanti della moschea di via Portogallo e dell’associazione Milad: «Non è la prima iniziativa interreligiosa: abbiamo radici e valori identici»
Erano tutti in prima fila, in piedi, dritti, composti, in silenzio, con il capo chino e le braccia lungo i fianchi, lo sguardo concentrato. Erano una decina i musulmani accorsi alla messa domenicale della chiesa “Beata Vergine Addolorata”. Un gesto importante, non inedito per le comunità islamiche che hanno aderito all'iniziativa interreligiosa: la Casa della Saggezza, Misericordia e Convivenza – moschea di via Portogallo e l'associazione interculturale turca Milad.
In Italia l'appello è giunto in extremis ma ha coinvolto decine di chiese in tutto il paese. A Modena l'invito ai musulmani è arrivato soltanto nel tardo pomeriggio di sabato 30 luglio. Oltre alla rete delle associazioni turche legate a Hizmet, ad aderire ufficialmente alla preghiera congiunta c'era l'organizzazione di carattere nazionale Partecipazione e Spiritualità Musulmana (PSM), di cui la moschea di via Portogallo è emanazione locale, e la Coreis (Comunità religiosa islamica). «Non è la prima volta che partecipiamo ad iniziative interreligiose e a sessioni di preghiera comuni con i nostri fratelli: musulmani e cristiani hanno radici identiche, siamo Gente del Libro, figli di Abramo e del monoteismo e abbiamo un unico Creatore: che lo si chiami Allah o Dio non ha importanza», ha dichiarato El Moudden Regragui della moschea di via Portogallo giunto con i figli, Ilyas e Abdu membri della branca giovanile locale di PSM. Una piccola ma significativa rappresentanza musulmana modenese alla messa domenicale, quindi. Come significativa è stata la presenza di un italiano convertito all'Islam Fabrizio Tello: «Vogliamo mandare un segnale forte e inequivocabile a tutta la comunità modenese: Islam significa pace, convivenza, fratellanza fra i popoli, amore per il prossimo, con i cristiani dividiamo molti valori. Come ha detto anche il papa questa non è una guerra di religione ma una guerra di interessi».
I giovani di Psm con un occhio al futuro hanno aggiunto:"Siamo nati a Modena, come seconda generazione vogliamo proseguire il lavoro dei nostri padri, giunti in Italia oltre 20 anni fa e attivi nel campo dell’intercultura, siamo cresciuti senza pregiudizi», dice Ilyas Regragui.
Prima della liturgia hanno preso la parola El Moudden Regragui e Bahar Turk, quest’ultima in nome del circolo islamico turco Milad, una realtà che ha conosciuto la discriminazione e l'odio sulla propria pelle essendo stata bersaglio di un attentato appena qualche settimana fa: «C'è un disegno preciso per avvelenare i pozzi, per favorire un clima di ostilità fra le comunità religiose ma noi continueremo per la nostra strada in un percorso di dialogo e fratellanza: i terroristi non ci fermeranno».
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