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Parcheggi o area verde? I carpigiani si dividono

di Valeria Cammarota
Parcheggi o area verde? I carpigiani si dividono

Tanti pareri contrari all’abolizione della zona di sosta: «È vitale per i residenti» «Togliere questi 50 posti è un danno». «Gli spazi verdi sono già abbastanza»

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Nell’agosto del 2015 l'area denominata ex Bocciofila Malatesta, di fronte all’ex Convento di San Rocco, è stata oggetto di lavori di adeguamento sismico per un costo totale di 145 mila euro, 128 mila dei quali a carico della Regione. «L'intervento – spiegò allora il Comune - rientra tra gli obiettivi prioritari, data la carenza di posti auto e aree verdi a nord del centro storico».

In effetti, dopo la demolizione del muro di cinta, l'area è stata adibita a parcheggio pubblico con 52 posti auto ma, quanto al verde, questo è dato ancora dai soli alberi al confine dell’area. Oggi si dice stop alla cementificazione del suolo con l’adesione del Comune al progetto “Sos4Life”, che elargirà fondi europei per “de-impermeabilizzare” zone coperte da asfalto: a Carpi l’area individuata è proprio quella della ex Bocciofila. Paradossalmente, non tutti paiono essere entusiasti alla prospettiva di un nuovo parco al posto di un parcheggio.

«I parcheggi sono pochi anche qui – afferma Clara S. – e non vorrei pagare per parcheggiare: qui è senza limite di orario, gratis e comodo sia per chi lavora sia per i residenti». Francesco Diacciè d’accordo: «Ci sono pochi parcheggi in centro – spiega – e questo ne contiene 50: sembra un numero esiguo, ma pensare di togliere anche questi recherebbe danno a tutti». Sabrina C., studentessa di ingegneria, espone una riflessione in controtendenza con il progetto “Sos4Life”: «Di spazi verdi – afferma - mi pare ce ne siano già abbastanza, a Carpi. Questo posteggio è senza disco orario e, dunque, prezioso». Il verde pubblico davvero non trova i consensi che ci si aspetterebbe. «Questo parcheggio è vitale per i residenti – è il parere di Giovanni Grillini – ed è il polmone di quanti arrivano dalla stazione dei treni. Ben venga un parco, ma solo se ben gestito, altrimenti se ne può fare a meno. A Modena, l’interrato è stato un vero buco nell’acqua e ora chi ha comprato un posto auto o un garage a caro prezzo sta faticando per disfarsene».

Eleonora, badante polacca, teme che togliere i 52 posti danneggerebbe i residenti che non possiedono un garage privato e gli anziani, in difficoltà nel percorrere a piedi grandi distanze senza un’auto collocata nelle immediate vicinanze. «Inoltre – lamenta – cosa rimarrebbe del mio esiguo stipendio, se dovessi pagare un parcheggio per lavorare?».

Un residente nella zona, Alexandro Dumitri, non vede problemi nel parcheggio interrato: la distanza rimarrebbe più o meno la medesima. «Fino a quando non verrà costruito, però – afferma - questo deve rimanere. Trasportare la spesa è faticoso persino da qui. Si pagherà? Si paga sempre, in qualche modo».

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