«Un esempio vale più di mille parole»
La comunità ha accolto i musulmani: «Siamo tutti figli di Dio, non facciamo vincere la rabbia»
«Un esempio che vale più di mille parole».
Ne sono convinti i fedeli della chiesa della Beata Vergine Addolorata. L’abbraccio interreligioso per loro non è una novità ed è l’unica risposta possibile. Per loro la comunità musulmana è colpita dagli attentati terroristici quanto quella cristiana.
«Non dobbiamo cadere nei pregiudizi», ammonisce Ermido Lerose. Per l’educatore l’esperienza d’accoglienza «è normalissima».
Se le discriminazioni feriscono, l’indifferenza e la neutralità sono altrettanto pericolose. «Essere vigliacchi favorisce il loro gioco», riprende l’uomo dove con “loro” s’intende dei terroristi.
«Gli episodi in Francia e non soltanto ci hanno turbato - aggiunge Ermido - mentre per i nostri ragazzi non è un bello esempio. Dare un esempio positivo vale più di mille parole». I contatti con persone di fede islamica per lui sono una realtà quotidiana. Il modo più facile per comprendere? «Aprire le braccia», garantisce durante la preghiera libera in chiesa. Per Alessandra Casolari serve «usare la semplicità» nell’accoglienza quotidiana. Per Marco Grandi, il marito, il nemico è «il sentimento di rivalsa». Bisogna mantenere la lucidità anche nel dolore, «senza far vincere la rabbia».
Qualcuno proviene da Foggia ed è piacevolmente sorpreso dall’iniziativa. «Un bel segnale di accoglienza», esordisce Giovanna Bruno. Per il fratello Andrea è il riconoscimento che «siamo tutti i figli di Dio». C’è chi è subito propositivo. «A me piacerebbe che vi fosse anche con altre religioni», consiglia Simona Carchia. Suggerimento immediatamente accolto da don Paolo Boschini, il parroco che li accoglie con un’amichevole stretta di mano.
Si trovano memorie storiche anche tra i giovani. «Abbiamo già fatto diversi incontri interreligiosi - ricorda Angela Artusi - ce n’era stato anche uno quando c’è stato l’attentato di Bruxelles. Era stato organizzato in precedenza, non l’abbiamo creato apposta».
La giovane donna riprende l’idea di accogliere persone in difficoltà che giungono a Modena, lanciata dal parroco durante la Messa.
«Lo abbiamo già fatto in passato - assicura Angela - mettendo a disposizione i nostri spazi». (g.f.)
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