Gazzetta di Modena

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Arriva a Modena un bancomat per aiutare i poveri

di Stefano Totaro
Arriva a Modena un bancomat per aiutare i poveri

Contributo massimo di 400 euro, ricaricabile, a famiglie e a single modenesi che si impegnino in percorsi lavorativi e di volontariato

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MODENA Un bancomat per qualche centinaio di poveri, con il quale prelevare al massimo 400 euro al mese, al patto che ci si dia da fare con un qualche progetto di lavoro o nel volontariato.

«C’è molta attesa anche a Modena per le nuove misure che il governo con il Sia e la Regione con il Res hanno deciso a sostegno dei nuclei in maggiore difficoltà. Attendiamo di conoscere quale sia l'effettiva portata degli stanziamenti, ma si tratta di fondi ingenti che hanno significato politico e sociale molto importante; il Sia in particolare dovrebbe partire ai primi di settembre con 60 giorni di tempo per l'erogazione del contributo. Nella nostra città, con il Patto Sociale, abbiamo messo in campo un esperimento pilota, che coinvolge circa 70 nuclei, proprio per "testare" come servizi la logica che sottende questi sostegni economici: la corresponsabilizzazione dei nuclei beneficiari e la durata del contributo. Un sostegno, di 400 euro per un per 6 mesi rinnovabili di altri 3 rivolto a persone che hanno perduto il lavoro e che hanno Isee inferiore a 10mila. Non assistenzialismo però, coloro che beneficiano di questo sostegno devono ricambiare, contribuire operativamente a progetti di volontariato o tirocini formativi».

Così l’assessore al welfare Giuliana Urbelli sul nuovo provvedimento anti povertà che è ormai alle porte a livello sia nazionale che regionale e che avrà quindi ricadute nella nostra città.

IL SOSTEGNO Si tratta di un sostegno ai più poveri, una specie di reddito di solidarietà con tanto di bancomat. Un contributo massimo di 400 euro al mese, in Emilia Romagna, a cui potranno accedere le persone che hanno un reddito Isee inferiore ai 3mila euro. E vi accederanno con una tessera, o meglio, un bancomat. È questa una integrazione che presto, forse in ottobre o al massimo alla fine dell’anno, diverrà una legge regionale: una integrazione a ciò che ha già stabilito il governo Renzi in materia di sostegno al reddito. Il governo infatti ha introdotto il cosiddetto Sia (Sostegno per l’inclusione attiva): in altre parole un contributo di 320 euro a famiglie povere, con reddito Isee sotto i 3mila euro, finanziato in tutta Italia con 750 milioni. All’Emilia Romagna sono toccati 35 milioni e si stima che le famiglie interessate siano 25mila.

Ora la Regione, su proposta di Pd e Sel, ha deciso di alzare il tiro, allargando il contributo a categorie che non rientravano nel Sia, ovvero anche ai single e alle famiglie senza figli, che siano però residenti in regione da almeno 24 mesi. A conti fatti i beneficiari salirebbero pertanto a 55mila, un’operazione da 70 milioni. Lo Stato mette i 35 milioni, i restanti 35 li ricava la Regione ricorrendo ad un proprio tesoretto. Il contributo salirebbe a 400 euro a persona.

E Modena? Non ci sono ancora stime precise, ha fatto capire l’assessore al welfare Urbelli: ma l'insieme delle misure, sempre a seconda della portata effettiva dello stanziamento, potrebbe dare un sostegno ad alcune centinaia di persone.

COME SI ACCEDE Come detto però non si tratta di puro e semplice assistenzialismo: chi ne beneficerà dovrà prendere parti a progetti mirati, dovrà “guadagnarsi” questo contributo, prendendo parte a percorsi di formazione, a reinserimenti lavorativi, a progetti. Per questo motivo, nel progetto regionale, questo contributo non è certo “a vita”: si parte con i primi dodici mesi poi vi saranno verifiche, si guarderà infatti se la situazione economica, proprio per i nuovi percorsi affrontati, è cambiata. In base a come e a quanto è cambiata la situazione dei beneficiari il contributo verrà rinnovato: la tessera o meglio il “bancomat” verrà come ricaricato. In ogni caso in tutta Italia e quindi anche a Modena se ne parlerà dopo l'estate. Per tutte le forme di contributo saranno i servizi sociali, con una mole di lavoro che in parte preoccupa, a filtrare , valutare e dare l’accesso ai contributi. In seguito, chi dice in ottobre chi a fine anno, ci sarà l’integrazione della Regione.

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