Bilancio, il “generale” rende onore alla Sinistra
Pavullo. L’assessore Muzzarelli promuove il lavoro del suo predecessore Iseppi «I numeri sono buoni, ma ora si cambia: troppe convenzioni e tasse altissime»
PAVULLO. Un bilancio sostanzialmente in ordine, su cui si potevano fare scelte diverse ma dove vanno riconosciuti gli effetti di un’azione di risanamento. Il temuto giudizio del neo assessore al bilancio di Pavullo, il generale Gian Luca Muzzarelli, è stato all’insegna del fair play nei confronti del suo predecessore Stefano Iseppi, sconfitto da Luciano Biolchini al ballottaggio del 19 giugno. Un verdetto delle urne epocale, perché venuto dopo sei mandati di centrosinistra. E arrivato al potere dopo 28 anni, il centrodestra poteva dipingere una situazione allarmante sul fronte della gestione. Muzzarelli non ha fatto così, si è preso il suo tempo per esaminare bene tutto e non ha lanciato affondi, facendo prevalere realismo e correttezza. Il quadro generale è stato dipinto giovedì sera (alla vigilia del Consiglio) in una Commissione aperta voluta per illustrare la situazione a tutti.
«Non si configura sicuramente un contesto disastroso – ha detto subito – il Comune adesso ha un indebitamento di 20 milioni, di cui 15 a medio e lungo termine. È uno scenario ben diverso da quello che si presentava nel 2001, quando entrai in Consiglio con un debito a 30 milioni. C’è stata una riduzione di un terzo e bisogna dirlo: va dato atto anche delle cose fatte bene da chi ci ha preceduto».
Peraltro di qui al 2017 ci sono circa venti mutui in scadenza, che alleggeriranno ancora la quota annuale che il Comune deve pagare alle banche. L’altro lato della medaglia è però un ulteriore taglio di 100mila euro da parte dello Stato. L’analisi non ha mancato di far scappare un sorriso a Iseppi: «Cavoli – ha detto – mi avete messo in croce per cinque anni da assessore al Bilancio e poi adesso dite che ero bravo. Vabbè, capisco che è il gioco delle parti. Quando all’incontro al cinema avevo detto che lasciavo una situazione avveduta, senza bisogno di andare a cercare le monetine nelle cassette, dicevo il vero e mi fa piacere che venga riconosciuto». La parte piana però finisce qui: Muzzarelli non ha mancato di criticare «un livello di tassazione salito al massimo, che ci spingerà a intervenire non appena ci saranno le condizioni».
Perché ci sono comunque da mandare avanti grandi opere (Rimesse, magazzino e piscina) molto impegnative sulla spesa «ma che sarebbe irresponsabile bloccare». L’altra cosa che non è piaciuta a Muzzarelli è l’alto numero di convenzioni sottoscritte dal Comune per la gestione di diversi ambiti: «Sono in tutto 36, troppe – ha sottolineato – di cui 26 in scadenza dal 2017 in poi. Non è giusto, perché dovrebbero chiudersi con il fine mandato di un’amministrazione, per lasciare alla successiva libertà di gestione. Addirittura ce n’è una da 60mila euro varata solo ad aprile che va fino al 2020, quasi al termine del nostro mandato. Le opere pubbliche, anche se non ci piacciono, le dobbiamo accettare».
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