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CRITICHE AL SINDACO E NO AD HERA

Il futuro di Aimag? Il M5S insiste “Serve referendum”

Il futuro della multiutility Aimag non cessa di alimentare le preoccupazioni delle opposizioni. A mantenere vivo il dibattito, affinché i cittadini non calino il proprio livello di attenzione...

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Il futuro della multiutility Aimag non cessa di alimentare le preoccupazioni delle opposizioni. A mantenere vivo il dibattito, affinché i cittadini non calino il proprio livello di attenzione riguardo il tema, davvero delicato, un intervento del Movimento 5 Stelle che, tramite il portavoce Luca Severi, sottolinea ancora una volta come, dal punto di vista dello schieramento, «durante il voto in Consiglio si liscino le persone poi, al momento della verità, emergano le falsità». Si parla nuovamente del foglio con cui il sindaco Alberto Bellelli, durante il Consiglio Comunale congiunto tenutosi a Novi qualche giorno fa, riportava una delibera votata all’unanimità, accusando le opposizioni di essere state loro stesse a chiedere di andare verso “un modello di aggregazione che preveda una forte integrazione/fusione”. «Si è dimenticato di dire – ricordano i 5Stelle - che il comma che riporta questa frase premette che la decisione sia stata presa dal patto di sindacato dove solo lui, e non i consiglieri del Comune di Carpi, è presente. Nel dispositivo finale che abbiamo votato, era presente soltanto lo scioglimento del patto parasociale che, finalmente, veniva eliminato. Non avremmo mai potuto votare contro una richiesta che noi stessi avevamo fatto già molti mesi prima, perché per noi Hera deve stare fuori dagli affari di Aimag. Abbiamo chiesto più volte le motivazioni della premessa in cui si dava mandato per l’integrazione/fusione e le rassicurazioni sono state molteplici: “ci teniamo aperte tutte le strade: serve a questo”, ci è stato risposto. È chiaro: si vuole la fusione. Nel percorso partecipato ideato dal Pd non è prevista alcuna possibilità di intervento da parte dei cittadini. Ma a noi non interessa farci inglobare in un azienda così solida da avere più debiti che capitale: Hera, che ha un patrimonio di 2 miliardi e 358 milioni, ha accumulato debiti per 2 miliardi e 944 milioni, pari al 124% del capitale. Altresì, non teniamo a far parte di una holding con Tea, che sposta i centri decisionali a livelli ancora più alti. Ci preme avere un’azienda completamente pubblica per massimizzare la qualità dei servizi e, ancora di più, il nostro obiettivo è dare voce ai cittadini. Per questo richiediamo, con decisione, un referendum sul futuro di Aimag. Abbiamo depositato una mozione in tal senso, sperando che anche il Pd la controfirmi». (v.c.)

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