Il rientro da Cracovia dei giovani modenesi partecipanti alla Gmg
Con i ragazzi di Modena è tornato da Cracovia anche il vescovo, mons. Erio Castellucci che ha voluto soffermarsi sulla celebrazione della Bva: «È da questi valori che si deve ripartire insieme»
MODENA. Quindici giorni a stretto contatto coi giovani della Diocesi, una carica da far invidia a tanti suoi compagni di viaggio, una capacità di leggere il particolare momento storico come pochi. Il vescovo Erio Castellucci è stato l’uomo in più della spedizione modenese alla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia. Lo hanno riconosciuto tutti, tanto che i giovani lo hanno apprezzato da subito e ieri lo hanno salutato addirittura sollevandolo e lanciandolo più volte in aria.
«L’ingrediente fondamentale di questi giorni - ha raccontato il vescovo al suo arrivo in pullman ieri mattine nel piazzale della Motorizzazione - è stato proprio l’entusiasmo, e quello è servito per tenerci in piedi tutti. È stata la mia prima Gmg vissuta da vescovo, dopo averne fatte tante da responsabile della pastorale giovanile nella mia precedente esperienza, e devo dire che è sempre una grande crescita interna e sprirituale».
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Per descrivere la magia di questi giorni il vescovo usa due vocaboli inequivocabili: «Mondialità e cattolicità: l’esperienza grande, nei numeri dei fedeli e nei contenuti, ho visto un ascolto molto attento da parte di tutti al messaggio del Papa».
Un Papa, Francesco, che certamente ha saputo contagiare come pochi i ragazzi. Tutto questo proprio in un momento delicato, dove l’attualità ha portato, proprio nei giorni della Gmg, a riflettere su terrorismo e paura. È qui che il vescovo Erio ha voluto soffermarsi sulla messa che è stata celebrata domenica anche a Modena nella chiesa della Beata Vergine Addolorata, dove cattolici e musulmani si sono ritrovati insieme per pregare: «Un gesto che non è passato inosservato, un gesto grande, un gesto del quale proprio il Papa è stato portatore in questi giorni. Trovarsi insieme a pregare per la pace è il primo passo, è il valore da cui partire insieme, due religioni profonde che attraverso i giovani devono farsi portatrici di valori».
E il vescovo Erio spende proprio alcune parole sulla grande partecipazione delle comunità parrocchiali che c’è stata proprio in occasione della Gmg: «Comunità parrocchiali - ha chiuso il vescovo - nelle quali deve proprio nascere l’accoglienza e gli esempi di questi giorni sono i più belli, da portarci a casa e da promuovere con i nostri fratelli, accomunati da un Dio a cui chiedere la pace».
Saluti, pianti, abbracci, tanta emozione: le centinaia di modenesi, 800, tornati da Cracovia, si sono salutati ed ora resta nel cuore un’esperienza vissuta intensamente che deve portare i suoi frutti.
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