Gazzetta di Modena

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«L’Ex Amcm partirà nessun ripensamento perché i soldi ci sono»

di Davide Berti
«L’Ex Amcm partirà nessun ripensamento perché i soldi ci sono»

La difesa del consigliere: «Sull’aumento dei biglietti dei bus nessun polverone: abbiamo migliorato noi la manovra»

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Ex Amcm, Seta, Sant’Agostino: sono solo alcuni dei nodi nel pettine di un Pd ormai rimasto calvo a forza di strapparsi i capelli e tirarsi da una parte all’altra. Ne sa qualcosa il segretario cittadino Andrea Bortolamasi, consigliere comunale (vicecapogruppo) e braccio destro di Stefano Bonaccini in Regione.

Partiamo dalle ultime vicende in città su scelte e progetti. Trasporti: avete alzato il polverone in commissione per poi tacere in consiglio, avallando l’aumento dei biglietti bus. Troppo facile così...

«No, noi non abbiamo alzato un polverone, semmai, con molta demagogia, sono stati altri, vedi M5S, ad alzare un polverone: noi abbiamo provato a migliorare la manovra, con una forte spinta redistributiva e di taglio sociale. Vedo che nel dibattito pubblico, abbiamo dimenticato i 6 mila i cittadini modenesi a cui il nuovo piano tariffario del trasporto pubblico locale garantirà ribassi da 20 ad oltre 230 euro l’anno. Agevolazioni che si potranno poi estendere ad altre fasce di popolazione anche grazie all’emendamento al Bilancio 2016».

Ex Amcm: arrivano i soldi, dite voi, e non siete nemmeno compatti sul futuro dell’area. Come mai?

«Che i soldi arrivino, non lo diciamo noi, ma è un dato di fatto: la Regione Emilia Romagna finanzierà, con 16,6 milioni di euro, “laboratori urbani” per centri storici. All’interno, vi è la presenza anche degli spazi dell’Ex Amcm. Penso vada dato atto all’amministrazione di essersi mossa bene per recuperare risorse esterne e dare il via al primo stralcio di lavori. Come ho già detto, il dato politico è che, finalmente, partono i lavori di un’area abbandonata che verrà riqualificata, partendo dalla cultura e dalla creatività: è un segnale politico forte. Sui distinguo nel gruppo: quando parliamo di progetti così importanti, si possono avere sensibilità differenti ma il voto della maggioranza che sostiene il sindaco e la giunta non è mai stato in discussione. Il progetto vero e proprio sarà ancora discusso in Commissione e in Consiglio, ci sarà quindi modo per approfondire ulteriormente altri aspetti legati alla riqualificazione della zona».

Sant'Agostino: ma veramente il Pd permette che il progetto lieviti a 120 milioni di euro senza dire nulla?

«Investire più risorse in cultura è positivo, a patto però che ci sia una visione di sostenibilità dell’opera nel suo complesso. Abbiamo iniziato, e vorrei che ne fosse dato atto al Pd, una fase di ascolto e confronto. Abbiamo davanti una grande sfida culturale, che può cambiare il volto della città: faremo il possibile per farci trovare pronti. Una cosa che vale per il Polo Sant’Agostino, per l’Ex Amcm e per altri progetti “eternamente incompiuti”: diceva l’avvocato Porelli, storico presidente della Virtus Bologna, parlando della sua città “A Bologna appena uno sta per aprire la bottiglia di spumante si alza subito qualcuno, dal fondo, a dire che sa di tappo...”. Lo dico con rammarico, vedo che purtroppo a volte vale anche a Modena».

L'impressione è che, al di là degli annunci e della presenza ingombrante, su tutti i tavoli, del sindaco Muzzarelli, i risultati stentino ad arrivare.

«Non devo dare voti a nessuno, però, sui i risultati, dissento. Nell’ultimo bilancio i cittadini modenesi pagheranno 19 milioni di euro di tasse in meno. Sulla scuola, gli investimenti porteranno al completamento delle Mattarella e del Sigonio, sulle politiche per la sicurezza 15 vigili urbani in più, aumento delle telecamere in città, oltre 200 volontari ad aggiunta di quelli già in servizio, in due anni in città abbiamo registrato il 58% di turisti in più. Sono solo alcuni punti, però a volte comunichiamo meno di quello che facciamo».

La Festa Pd è alle porte, improntata sul referendum: lei cosa voterà e perchè?

«Io voterò sì, convintamente. La prima parte della Costituzione - i principi fondamentali - non vengono toccati. Io ho massimo rispetto e non demonizzo chi anche all’interno del nostro partito vota no, di certo non chiedo purghe per chi non si allinea».

Finito il referendum si aprirà una nuova stagione congressuale anche a Modena? Pensa sia giusto?

«Mi passi una battuta: il nostro partito è in congresso permanente e non va bene. È ovvio che il referendum rappresenta un passaggio chiave per gli equilibri politici futuri, vale per il Pd come vale anche per altre forze politiche. Se congresso sarà, che sia un occasione - forse l'ultima che abbiamo - per aprire un confronto, senza steccati ideologici o derive nostalgiche».

Lei che ruolo avrà?

«Tra il consiglio comunale e la segreteria cittadina ne ho già abbastanza, di ruoli. Il mio ruolo sarà quello di un volontario e di un iscritto che ha fatto la prima tessera di partito proprio al Pd nel 2008, che a questo partito tiene e crede, perché rappresenta, pur con tutti i limiti una speranza per milioni di persone, da non sciupare».

Da fuori la candidano per tutto: segreteria provinciale, assessore, futuro candidato sindaco?... Tutti gufi?

«A me la parola gufi piace poco se usata per descrivere il dibattito pubblico: mettiamola così, siamo nel pieno periodo estivo e quindi nel pieno del calciomercato, meglio ancora: è fantacalcio. Come dicevo prima: io di ruoli non ne cerco. Sono stato eletto consigliere due anni fa e segretario cittadino l'anno scorso: sento tutta la responsabilità di rappresentare la mia città in Consiglio e di guidare il primo partito della città e cerco di fare al meglio questo».

Lo sa che paga pegno come braccio destro di Bonaccini?

«Se è per questo mi dicono di essere troppo piegato sulle politiche del sindaco, di aver una segreteria con troppi “malettiani” e potrei andare avanti: penso che questa riproposizione del nostro dibattito interno, interessi poco. Per venire alla domanda: penso ci siano pegni peggiori di pagare. Che sia vicino al presidente Bonaccini, anche d’ufficio, lo sanno anche i sassi, ma penso che Bonaccini non abbia bisogno di megafoni sul territorio».

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