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Alberi minacciano scuole: «Li abbatteremo tutti»

di Daniele Montanari
Alberi minacciano scuole: «Li abbatteremo tutti»

Polinago. Sono 59 pini e abeti pericolanti, in prossimità anche di impianti sportivi Il sindaco: «Dispiace, ma dobbiamo farlo dopo i crolli avvenuti per il maltempo»

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POLINAGO. Ha lasciato un ricordo indelebile a Polinago la tempesta di vento che lo scorso 5 marzo provocò un’impressionante serie di crolli di pini e abeti nel capoluogo, e adesso scattano le contromisure per fare in modo che non succeda più. In quell’occasione ci il cedimento del pino pluricentenario di villa Roncaccioli, praticamente di fronte alla chiesa, caduto seguendo una traiettoria virtuosa che non provocò nessun danno agli edifici ma solo al selciato del cortile. Ma soprattutto ci furono i diversi esemplari caduti nel parco che circonda il polo scolastico (elementari e medie) e in particolare quello che sfiorò due scivoli e finì per schiantarsi con la sommità proprio davanti all’ingresso. Anche qui, un bel grazie alla fortuna, perché se non fosse successo di sabato senza bambini fuori poteva essere l’inimmaginabile. Ha scosso tutti l’accaduto, a partire dal personale della scuola, che anche nelle settimane successive ha continuato a guardare con preoccupazione alle altalene meteo che hanno portato ancora, di tanto in tanto, altre forti raffiche in paese, anche se non di quella portata. In particolare, il 23 maggio l’allarmante ondeggiamento delle piante ha spinto lo stesso preside Gianni Ravaldi a scrivere al Comune per chiedere controlli sullo stato degli esemplari e garanzie di sicurezza. Che nessuno può dare di fronte a un meteo imprevedibile, se non con la soluzione drastica: l’abbattimento. E' quello che si è appena deciso con un’operazione che partirà da quest’area particolarmente sensibile ma riguarderà anche quella dei campi da tennis e un fronte privato critico in zona cimitero.

«Ci sono 59 alberi da abbattere, tra grandi e piccoli – spiega il sindaco Gian Domenico Tomei – 18 intorno alle scuole, 35 dagli impianti sportivi e 6 dai privati. Cominceremo da quelli delle scuole, per garantire la sicurezza alla riapertura, poi passeremo al resto. Non faremo deserto ma diradamento: gli alberi da foglia li lasciamo perché non sono pericolosi. Ma le conifere sono diventate troppo alte rispetto alla profondità delle radici. Dispiace a tutti tirare giù delle piante verdi, ma quello che è accaduto deve servirci da monito».

Di sicuro i tagli non lasceranno indifferenti, sollevando i classici schieramenti dei pro e contro con le loro contraddizioni: «Ne ho già avuto prova con una signora – racconta Tomei – che prima mi ha detto: “Meno male che tirate giù quel pino che mi minaccia la casa”. E poi dopo qualche minuto ha aggiunto: “Però mi dispiace, non potreste toglierlo e lasciarlo in piedi?”. Questo purtroppo non si può fare, le ho dovuto dire, o una cosa o l’altra. Ci rimane comunque verde in abbondanza in paese». Spesa da 10mila euro a carico del Comune: chi abbatterà gli alberi, provvederà anche al resto del verde.

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