«Allerta meningite, fate subito controlli»
Dopo il decesso della giovane romana per la malattia, i partecipanti invitati a contattare il proprio medico di base
L’ansia per i pericoli di un possibile, anche se remoto, contagio si è diffusa veloce come la notizia. L’improvviso decesso per meningite di una giovane partecipante alle Giornata Mondiale della Gioventù in Polonia si è sparsa immediatamente tra gli 800 modenesi che nei giorni scorsi sono andati a Cracovia per partecipare all’incontro.
Il tam tam delle famiglie è girato sui social e sui gruppi di amici finendo con il coinvolgere le parrocchie e la diocesi.
E ieri mattina è arrivata la conferma dalla sede vescovile.
«In seguito al decesso della giovane pellegrina romana per meningite - scrive in una sua nota ufficiale la diocesi - il servizio di Pastorale Giovanile della diocesi di Modena ha diffuso tra tutti i giovani partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù la nota della Cei che riportiamo in calce, invitando ciascuno di loro al confronto con il proprio medico di base.
Il Servizio diocesano manifesta il proprio cordoglio alla famiglia ed alla comunità della ragazza deceduta».
Nessun controllo diretto da parte degli organizzatori dunque, anche perchè in questi primi giorni d’agosto forse sarebbe anche difficile trovare nelle singole parrocchie qualcuno in grado di contattare, uno a uno, i singoli partecipanti. La scelta finale quindi è stata quella di non enfatizzare e non minimizzare, invitando tutti i giovani a prendere contatto con il proprio medico. Fino a ieri pomeriggio comunque nelle strutture sanitarie dell’Ausl non era scattato nessun allarme meningite.
Per buona misura la nostra diocesi ha pubblicato anche la nota della Cei , diffusa a poche ore dalla morte della giovanissima pellegrina romana.
«Nel viaggio di rientro da Cracovia, dove aveva partecipato alla Giornata mondiale della Gioventù - ricorda la Conferenza Episcopale Italiana (Cei) - è morta una ragazza di una parrocchia romana per meningite. I membri del gruppo di cui faceva parte sono stati già sottoposti alla necessaria profilassi, che consiste nell'assunzione di una compressa di Ciprofloxacina da 500 mg. Essendo la giovane transitata per Casa Italia - quartier generale a Cracovia del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei - l'ospedale di Vienna, a livello cautelativo, invita coloro che abbiano visitato la struttura ad effettuare il medesimo trattamento. Nel caso in cui qualcuno accusasse sintomi quali febbre alta, mal di testa o di gola, problemi di vista o perdita di conoscenza, deve recarsi subito in ospedale, indicando quale potrebbe esserne la causa».
La Chiesa dunque si è trovata di fronte a un caso molto difficile. La giovane pellegrina deceduta è stata a contatto con altre migliaia di persone o perlomeno ha vissuto in luoghi frequentati da folle di coetanei. Di qui l’elevato pericolo di una malattia che di per sè e già molto contagiosa e di conseguenza anche l’atteggiamento di prudente solerzia nell’invitare i pellegrini di Cracovia a un controllo medico nei giorni immediatamente successivi al viaggio.
Saverio Cioce
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