Gazzetta di Modena

Modena

«Assenti alle messe perché non abbiamo avuto inviti»

di Valeria Cammarota
«Assenti alle messe perché non abbiamo avuto inviti»

Iqbal Shahm, presidente di un’associazione musulmana: «Non c’era un orario e un luogo stabilito per prendere parte a una funzione accanto ai cattolici»

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Un difetto nella comunicazione internazionale o locale? Certo è che sono seguiti forte disagio e imbarazzo, a Carpi, all'indomani dell’appello fatto dalla collettività religiosa rivolto ai musulmani arabi residenti in Italia perché domenica si recassero in chiesa per pregare insieme ai fratelli cristiani in difesa della fratellanza. L’appello, giunto in provincia in alcuni casi anche in extremis, ha tuttavia trovato adesione nella chiesa Beata Vergine Addolorata di Modena e nella comunità di Maranello ma, a Carpi, qualcosa non ha funzionato. L'invito francese è stato divulgato nei giorni scorsi in primis dai giornali nazionali, ma se ne era data notizia anche a livello locale e sui social media, in tutto il Paese. A Carpi, domenica, nulla era stato ufficialmente organizzato, dunque i credenti musulmani non hanno partecipato ad alcuna funzione religiosa. Qualche cittadino si è mosso, in autonomia, facendo rimbalzare l’occasione su Facebook e organizzando, in occasione della messa celebrata come di consueto alle 10.45 in Sagra, un ritrovo la cui intenzione era di coinvolgere anche atei e agnostici, oltre agli appartenenti ad altre fedi religiose: ciò non ha trovato riscontro nè nei programmi della Diocesi nè delle comunità di altri credo e nella Pieve, domenica mattina, erano solo cristiani. Grande rammarico esprime all’indomani di questa incomprensione Iqbal Shah, presidente dell'associazione pakistana Minhaj-ul-Qran (La retta via) di Carpi. «Carpi e l’Italia, sono casa nostra – spiega - e quando accade qualcosa di tragico come ciò che è avvenuto nelle ultime settimane in Francia o in Belgio o in qualsiasi altro luogo, teniamo molto a manifestare il nostro completo sostegno. L’iniziativa, partita dalla Francia, qui non si è concretizzata in nulla di ufficiale: non vi era, per noi, un orario o un luogo precisi di cui fossimo a conoscenza per poterci presentare. Siamo carpigiani, siamo italiani e, nei momenti di dolore, ci organizziamo tutti uniti. Abbiamo alle spalle tante manifestazioni per la pace. Non desideriamo si parli di italiani, carpigiani, pakistani o altro: siamo fratelli, sangue unico, mani unite. Non esiste il noi contrapposto al voi». Le diverse comunità religiose riunite nella Consulta per l’Integrazione rinsaldano ogni giorno, nella quotidianità, il percorso di integrazione con molteplici iniziative. Stupito anche Don Rino Bottecchi per l'incidente diplomatico, che ha officiato la messa di domenica. «La Chiesa accoglie tutti – afferma - il dialogo è sempre aperto e rivolto alla natura umana nel suo complesso e, dunque, condivisa da tutti. La Chiesa è aperta nei confronti di chiunque e ogni giorno, chi voglia, può entrare: abbiamo tutti qualcosa per cui pregare, senza distinzioni».

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