Basta carte: 17 tonnellate di fogli in meno a Modena
Il Comune si adegua al piano del Governo e abbraccia la rivoluzione digitale: dal 2013 ad oggi risparmi per 30mila euro
MODENA. È finito il tempo delle pile di fogli, del fax e delle quadruple copie. Benvenute pen drive, compilazioni online, firme digitali. Il nuovo piano per l'amministrazione pubblica rimischia le carte in tavola, anzi, le elimina. Dal 12 agosto tutti i comuni dovranno infatti utilizzare esclusivamente documentazione digitale, dall'avvio al termine di ogni nuova pratica. Questo avverrà anche a Modena. Si chiama piano "Pa senza carta" ed è il risultato di una serie di leggi e decreti partita nel 2005 con il Codice dell'amministrazione digitale e terminata con il decreto del 13 novembre 2014, che introduce l'obbligo (ancora senza sanzione) di adeguare i sistemi informatici per produrre documenti amministrativi solo in digitale.
Per molti comuni la metamorfosi è già iniziata, e quello di Modena è in linea con il cambiamento. Le parole d'ordine della svolta sono "risparmio" ed "efficienza".
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«Dal 2008 al 2015 il consumo di carta in formato A4 è più che dimezzato. Solo dal 2014 al 2015 siamo passati da una spesa di 25mila euro all'anno per l'acquisto di carta a 21mila» spiega Ludovica Carla Ferrari, assessore alla Pubblica amministrazione. «Abbiamo anche ridotto di un 30% i costi collegati ai dispositivi presenti in comune. Abbiamo sostituito le vecchie stampanti con un minor numero di macchine, ma più performanti e con migliori contratti di manutenzione. Stiamo inoltre investendo nella sostituzione dei pc più datati e nella formazione del personale».
Le stime a livello nazionale parlano di un risparmio di 8700 tonnellate di carta l'anno, che in euro si traducono in circa 3,2 miliardi. A Modena, le 46 tonnellate di fogli del 2013 sono scese a 29 nel 2015, comportando un risparmio di circa 22mila euro. Con la digitalizzazione delle determine i costi calano ancora. Le stime parlano di un meno 20% nel 2016 ed un ulteriore meno 15% nel 2017: circa altri 10mila euro risparmiati.
«Il Comune di Modena ha unificato il proprio centro stampa con quello dell'università e della Provincia, e di recente ha incluso nell'unificazione anche la sanità. È un'esperienza che migliora l'efficienza e fa scendere le spese di un ulteriore 30%, sia per la gestione che per il consumo di carta. Si tratta di un altro fattore che si lega alla digitalizzazione e all'economia del risparmio» prosegue l'assessore.
Via libera dunque alla trasformazione digitale a 360 gradi. Da poco sono stati convertiti da cellulosa a pixel i certificati medici, il fascicolo sanitario, la ricetta e la fatturazione.
«I vantaggi per il cittadino» sostiene Carla Ferrari «si traducono in semplificazione delle procedure, tracciabilità degli atti e maggiore controllo, oltre che in benefici generali dati dall'efficienza. Le nuove riforme devono rendere la Pa semplice, trasparente e più vicina»
Ma quanta dimestichezza serve con i computer? Niente panico. Per chi ancora non sa nuotare nel mare magnum del mondo digitale c'è la possibilità di recuperare nozioni utili: «Se non c'è alfabetizzazione digitale diffusa, una parte della comunità verrà lasciata indietro. È per evitare questo che sosteniamo e organizziamo corsi. Puntiamo, ad esempio, ad aiutare gli anziani, che imparano ad usare il calcolatore per IMU e TASI, a stampare F24 da soli e a consultare il fascicolo sanitario elettronico».
I buoni propositi della digitalizzazione rischiano però di incappare in ostacoli di tipo tecnologico:
«La banda larga di Modena non è ancora adeguata per gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Siamo in linea con altre realtà, ma stiamo lavorando per migliorare ulteriormente» dichiara l'assessore Ferrari «entro la fine del 2017 in quattro aree di Modena verranno costruite nuove infrastrutture in fibra ottica per garantire una connessione più efficiente. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a portare la fibra ottica nelle case di tutti».
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