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Cgil: «Castelfrigo, licenziati i nostri delegati»

L’azienda: «Qui tutto in regola, i fatti riguardano le coop che lavorano in appalto per noi»

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Alla Castelfrigo, azienda di Castelnuovo del settore della lavorazione carni, al centro da mesi di tensioni per la gestione dei lavoratori in appalto, “si licenziano i delegati Cgil nelle cooperative e si favoriscono elezioni di nuovi delegati con organizzazioni sindacali compiacenti”. Lo scrivono Antonio Mattioli e Tania Scacchetti, rispettivamente responsabile politiche contrattuali nella segreteria Cgil e segretario modenese del sindacato, intervenendo nella vertenza della azienda. La Cgil annuncia che impugner l'elezione della Castelfrigo, il licenziamento dei delegati e pretenderà l'integrale applicazione dell'accordo sottoscritto in Prefettura. “Ci mobiliteremo con tutte le iniziative necessarie per ottenere il reintegro dei delegati e per contrastare una volta per tutte l'arroganza della Castelfrigo e delle cooperative che operano in appalto: a questo punto il Prefetto, il Presidente della Provincia di Modena, il Sindaco di Castelnuovo Rangone e la Regione Emilia-Romagna devono pretendere il rispetto di quanto convenuto nelle sedi istituzionali”. Da settembre la Cgil attiver un presidio “costante e strutturale” nel distretto delle carni modenese “per tutelare i lavoratori diretti e degli appalti”.

Immediata la replica della Castelfrigo, che respinge “per l’ennesima volta” le accuse, oltretutto relative a fatti avvenuti nelle cooperative che lavorano in appalto per l’azienda.

“Ad oggi - ricorda la Castelfrigo - nessun ente ispettivo ha accertato comportamenti omissivi di qualsivoglia natura. Inoltre non è corretto riferire che non si adempie agli impegni presi con l’Accordo sottoscritto in Prefettura nel mese di febbraio, infatti ad oggi i passi segnati da tale intesa sono stati tutti compiuti. Non permettiamo inoltre di definirci arroganti, quando ad oggi siamo sempre stati sempre i primi a volere stemperare i toni per non accendere ulteriormente una situazione già molto difficile di suo. Si rimane, invece, piuttosto colpiti dalle gravi insinuazioni rivolte contro tutto e tutti in maniera secondo noi molto pesante ed ai confini della liceità, facendo credere che l’unica depositaria della verità su vicende così complesse e di così ampio respiro sia esclusivamente ed unilateralmente la Cgil»

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