Il ritorno da Cracovia: «Fieri dei nostri giovani»
L’assessore Giulia Pigoni e don Carlo Menozzi hanno accompagnato i ragazzi: «La Gmg è un’esperienza spirituale unica: importante che l’abbiano vissuta»
Una esperienza davvero di grande intensità non solo cristiana ma anche formativa. È questa la sintesi di quello che è avvenuto tra i 138 giovani che da Sassuolo hanno raggiunto Cracovia in Polonia, per la Giornata Mondiale della Gioventù e l’abbraccio a Papa Francesco. Con loro l’assessore alla Cultura (giovanissima) Giulia Pigoni e don Carlo Menozzi, responsabile della pastorale giovanile.
Giulia, cosa ti ha spinto ad accompagnare i ragazzi alla GMG di Cracovia?
«La Giornata Mondiale della Gioventù è un appuntamento importantissimo. Questo insieme di ragazzi, di giovani di tutto il mondo, che decidono di radunarsi in una città per incontrare il Santo Padre è un appuntamento davvero bellissimo. Accompagnare i ragazzi di Sassuolo, un po’ come educatrice, e vederli all’opera qui, anche nei momenti di prove ed ostacoli anche molto complicati, è stato davvero bellissimo. Soprattutto è stato bello vedere come i giovani di oggi rispondano ai grandi eventi ed alle difficoltà».
Com’è stata questa esperienza? È all’altezza delle tue aspettative?
«È la mia terza Gmg perchè io sono stata a Colonia e a Madrid, ma devo dire che questa di Cracovia ci ha lasciato davvero qualcosa di speciale, perchè siamo stati nelle famiglie e non abbiamo dormito in strutture, quindi anche la conoscenza delle famiglie polacche è stata straordinaria. Al Campus Misericordiae, tutti insieme abbiamo vissuto la veglia la messa con Papa Francesco in un clima straordinario, quindi possiamo solo dire che è stata bellissima».
Nel programma c’è stato anche un intermezzo sportivo dove per i ragazzi di Sassuolo, c’è anche stata la vittoria nel torneo di calcio, con tanto di maglia neroverde del Sassuolo. Ma ecco il commento finale del sacerdote don Carlo Menozzi.
Com’è stato accompagnare così tanti ragazzi e vivere con loro questa entusiasmante esperienza?
«Dal punto di vista logistico – afferma il sacerdote - c’è stata un po’ di confusione in questi giorni, soprattutto a Cracovia, perchè eravamo in 138 tutti ospitati nelle famiglie (per questo ringraziamo le comunità che ci hanno ospitato), ma capite che gestirci non è stato semplice, soprattutto in quattro pullman diversi, quindi un sistema di trasporti non sempre perfetto. È stato molto bello lo stesso perchè i ragazzi facevano di tutto per stare al passo con i tempi che ci davamo ed anche le famiglie nel venirci incontro e stare con i nostri tempi. Al Campus Misericordiae è andato tutto bene».
Essere in 138 vuol dire tanto, quindi Sassuolo ha risposto davvero bene a questa iniziativa come a tante altre che si fanno sul territorio.
«Perchè c’è ancora tanta freschezza tra i giovani di Sassuolo – conclude - ma anche perchè ci si fida. C’erano dei ragazzi che non sapevano cosa fosse la Giornata Mondiale della Gioventù, non sapevano se venire o meno, e alla fine grazie ad un amico più grande, grazie ad un educatore e, perchè no, anche un prete, che glielo ha consigliato, si sono fidati e da quelle che sono state le mie impressioni, sono stati contenti e ci hanno guadagnato».
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