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Modena, ciclabile via Emilia Est: i baristi contro il cantiere

Modena, ciclabile via Emilia Est: i baristi contro il cantiere

Comincia la conta dei danni: «Abbiamo già incassato 12mila euro in meno I ritardi ci sono, ma non li hanno comunicati. Non finiranno prima di settembre»

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MODENA. Un'altra pista ciclabile fa parlare di sé: dopo le polemiche di via Giardini, ora è il turno di via Emilia Est e del tratto ciclopedonale che dovrà collegare via Araldi alla tangenziale Pasternak. Dovrà: l’uso del tempo futuro è doveroso, perché i lavori, iniziati il 17 maggio, sono ancora in corso. Secondo la durata contrattuale dovrebbero concludersi entro il 12 agosto. Un tempo troppo lungo secondo i proprietari dei bar della via, da mesi costretti a lavorare dietro alle transenne.

«Hanno aperto 500 metri di cantiere che da dieci settimane copre tutte le attività su questo lato di via Emilia», afferma Renzo Schiatti, che dall’inizio dei lavori ha visto calare notevolmente la clientela del suo Bar 822. «Potevano organizzarsi in maniera diversa, ad esempio costruendo la pista ciclabile un pezzo alla volta, come hanno fatto in via Giardini. Poi penso che 90 giorni siano troppi per un progetto del genere, con una migliore gestione potevano finire molto prima». E aggiunge: «Abbiamo già perso 12mila euro rispetto agli anni passati e non sappiamo quando smonteranno il cantiere. Non ci hanno comunicato nulla».

Anche Luca Milanti, proprietario del Bar Pamela, è scoraggiato: «Sono riuscito a parlare con uno dei responsabili del progetto. Mi ha detto che sono in ritardo e che dovrebbero finire il 15 settembre, ma probabilmente i lavori proseguiranno fino alla fine del mese». E continua: «Non siamo stati informati né tantomeno interpellati. Due o tre settimane prima dell’inizio dei lavori ci è stato detto che avrebbero aperto il cantiere proprio qui davanti, ma ormai era inutile discutere. Fino ad ora abbiamo subito una perdita del 20% sul nostro fatturato perché le transenne ci coprono ed i clienti se non vedono subito l’entrata o l’insegna proseguono e vanno via».

Ma il disagio non riguarda solo il loro bar, spiega: «Il traffico sulla via è molto rallentato perché la strada è più stretta. Qualsiasi tentativo di svolta a sinistra rischia di creare ingorghi. Nonostante questo, il cantiere continua a non rispettare le tempistiche dei lavori e anzi, da giorni non vediamo alcun tipo di attività nell’area davanti al nostro bar». Milanti spera comunque in un effetto positivo dovuto ad una viabilità ciclabile e pedonale migliore. Ma non tace i problemi che la nuova pista crea alla sua attività: «I nostri spazi sono stati ridotti. Perderemo almeno cinque parcheggi».

Eleonora Degoli

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