Rapina il telefono a un predicatore
Vuole evangelizzarlo e invece magrebino incassa: «Sono pericoloso, dammelo»
Singolare rapina impropria, con conseguente arresto e, dopo la condanna, con la scarcerazione del rapinatore.
Succede a Sassuolo, in una mistura di civiltà, fedi religiose fiducia e microcriminalità, condensate in un procedimento penale avviato dalla polizia del Commissariato di Sassuolo.
Partiamo dal fatto. Siamo in via Fossetta, l’altra sera. E c’è un 22enne italiano in misisone verso il prossimo. Ha il compito di evangelizzare, secondo i dettami del suo credo religioso, Cristiano, ma non cattolico, se può rilevare.
Il giovane approccia un ragazzo, ancor più giovane. Ma la fidelizzazione non funziona. L’interlocutore è infatti un marochino, arrivato in Italia (almeno lultima volta) una decina di mesi fa, percorrendo le stesse strade dei profughi siriani, attraverso la Turchia, quando ancora si poteva con facilità. Il magrebino è un dicottenne, che da qualche tempo ha scelto Sassuolo come Patria.
Nella mitologia di tanti magrebini Sassuolo (fin dai tempi di Braida) rappresenta un approdo evidentemente più sicuro di altri.
Purtroppo il giovane immigrato non ci mette molto a farsi notare. la polizia parla infatti di precedenti “contatti” con il nuovo cittadino.
Il quale di fronte al predicatore prima lo asseconda incuriosito e poi si disvela: «Sono molto pericoloso. Dammi il tuo telefonino perchè non so cosa ti potrebbe succedere...».
Nessun accenno dicarattere religioso. Ma al religioso ed ottimista evangelizzatore saranno improvvisamente venute in mente circostanze di pericolosità tali da fargli perdere fiducia e trovare paura. Così ha consegnato il telefonino. Ma una volta sganciato il fedele mancato ha chiamato la polizia del Commissariato. Gli agenti hanno rintracciato il sospetto, conoscendolo. Il teleoni non lo aveva addosso, ma il predicatore rapinato non ha avuto dubbi a riconoscerlo. Così il 18enne è stato arrestato. E ieri mattina, in occasione della convalida in tribunale, assistito dall’avvocato Nicoletta Verna, ha scelto la strada più indolore. Il patteggioamento ad un ammo e 4 mesi, con la sospensione della pena.
Così ha potuto tornare nella rassicurante Sassuolo. Ieri erano circolate anche voci sull’uso di parole “sono musulmano”, che non trovano riscontro nella denuncia del predicatore, e non rilevano comunque ai fini del reato contestato, una rapina impropria, con minacce alla persona per ottenere un oggetto che le appartiene.
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