Gazzetta di Modena

Modena

Sgomberato “tesoro” di un accumulatore a Modena

di Carlo Gregori
Sgomberato “tesoro” di un accumulatore a Modena

Eliminati mucchi di oggetti da anni accatastati in ogni spazio

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MODENA. Sono le 10 di mattina quando davanti alle due case popolari gemelle si fermano i mezzi della polizia municipale, della polizia provinciale e dell’Acer. Si fermano anche due camion con gli uomini di una ditta specializzata in smaltimento rifiuti. Entrano nel cortile della prima palazzina e iniziano a controllare con un bambino, uno dei figli dell’inquilino. Il padre, un nordafricano di mezza età, è via. Di professione è un robivecchi, uno svuotacantine. In realtà soffre di una mania compulsiva a conservare tutto, dallo spillo ai sedili di furgone. È un cosiddetto “accumulatore seriale”, un tipo di persone oggi studiato e in certo senso di moda da quando se ne occupano i programmi televisivi. Gente che negli anni rende l’alloggio e il condominio un invivibile percorso a ostacoli tra mucchi di roba del genere più disparato, tra sporcizia e confusione. È una “passione” che non ha frontiere sociali: interessa tutti, dai più altolocati fino ai più disagiati.

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Gli accumulatori seriali sono ben distribuiti anche nelle case popolari e l’Acer purtroppo lo sa perché, quando finiscono di accumulare in casa e negli spazi assegnati come cantine o solai, gli accumulatori mettono i loro oggetti negli spazi comuni. In questo caso un solo inquilino tiene sotto scacco due palazzi con 36 alloggi. «È un problema grave che stiamo affrontando in questi mesi - spiega l’ispettore Acer presente allo sgombero - ce ne sono parecchi sparsi sul territorio provinciale. Abbiamo finito di liberare un palazzo di via Mislé a Modena e uno a Castelfranco in via Costa e stiamo affrontando questo caso qui in zona San Lazzaro e uno a Spilamberto. Questa gente per forza di cose, impedisce agli altri inquilini di utilizzare e godere degli spazi comuni. Magari accumulano e non se ne accorgono, ma occupano spazi di tutti e quando lo si fa presente non intervengono. Per questo noi di Acer oggi lanciamo un appello perché ci vengano segnalati casi di accumulatori seriali. Basta andare alla sede Acer il lunedì e il giovedì e compilare un foglio».

Mentre l’ispettore parla, agenti e facchini affrontano lo spazio della sala riunioni condominiali nelle cantine. È un tugurio nel quale sono accatastate biciclette, passeggini, ruote e tanti altri oggetti.

«Questo spazio è così da anni - spiega l’ispettore Acer - sono sei anni che abbiamo chiesto a questo inquilino di intervenire sistemando altrove i suoi beni e da sei anni non è successo niente nonostante lettere ufficiali e ingiunzioni legali».

Il garage, poi, è talmente stipato che non entra un spillo. E anche dietro ci sono mucchi di roba e pneumatici che arrivano fin dentro lo stenditoio condominiale. I facchini gettano sui cassoni dei camion un “tesoro” di oggetti inutili che pare senza fine. C’è persino una battitrice di asfalto così pesante che devono sollevarla in tre. Ci sono water e lavandini, carrozzine per neonati, tubi, canaline, fili di ogni genere, griglie di frigoriferi, sdraio, stendini e tutto ciò che si può immaginare. Roba accumulata giorno per giorno senza razionalità, spesso coperta alla bene e meglio da un telo che non impedisce a ratti enormi e insetti di scappare fuori appena un facchino lo solleva. L’igiene qui non è di casa e siccome si è all’aperto non si sentono gli odori di decomposizione che si immaginano nelle stanze chiuse, ma la roba ammucchiata arriva a filo con la divisoria di una scuola per l’infanzia. Alle 12 l’accumulatore arriva, vede il suo “tesoro” profanato e si dispera. Scoppia una lite accesa con gli agenti, urla, insulta, minaccia e alla fine sta male. Arriva un’ambulanza, lo soccorrono, si riprende e si calma. Per lui è un colpo durissimo: quella che per altri è robaccia e pattume per lui è un “tesoro”. Qualcuno dice che è tutta roba che vorrebbe vendere, ma evidentemente non ci riesce. Resta da organizzare lo sgombero di due sue auto e un furgone ridotti a catorci. Un’auto senza targa e cannibalizzata, una Panda e un Vito stracolme di stracci e tubi. Promette agli agenti di dare il consenso per farle levare dal cortile. Intanto il suo “tesoro” sta andando in discarica, un camion pieno alla volta.

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