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Succiso, dall’Alpe si scopre il Secchia e le sue sorgenti

di Lorenzo Guerrieri
 Succiso, dall’Alpe si scopre il Secchia e le sue sorgenti

Resti di ospizi matildici sui sentieri dei pellegrini e l’anfiteatro glaciale da cui nasce il corso d’acqua

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MODENA. Per lunghezza (172 chilometri), bacino (2292 chilometri quadrati) e portata media (42 metri cubi al secondo), il fiume Secchia è il principale affluente di destra del Po dopo il Tanaro. Andiamo dunque a scoprire le sue sorgenti, in uno splendido anfiteatro naturale a un'altitudine di circa 1500 metri sul livello del mare.

Si parte dal Passo del Cerreto, che mette in comunicazione Lunigiana e Reggiano e che divenne importante dalla fine del XVIII secolo, quando gli Estensi progettarono la via ducale che lo attraversa. Molto più antico il Passo dell'Ospedalaccio, frequentato già in epoca preistorica e romana, ma che acquisì grandissima importanza nel Medioevo.

Qui venne eretto, in epoca matildica, un ospizio dedicato a S. Lorenzo per accogliere i numerosi pellegrini e viandanti che transitavano da lì. Era gestito direttamente dal monastero di S. Apollonio di Canossa per la sua grande importanza nelle comunicazioni tra Pianura Padana e costa tirrenica;con la fine dei pellegrinaggi decadde e fu abbandonato già tra il XV e il XVI secolo. Di questo ospizio rimangono oggi soltanto pochi ruderi sul versante toscano, mentre ben conservato è un cippo del periodo napoleonico risalente al 1805 che segnava il confine tra impero francese e Regno d'Italia.

Dall'Ospedalaccio si prosegue sul crinale che ora sale sempre più ripido fino a raggiungere una dorsale da cui si gode uno splendido panorama: a sinistra la Toscana con le Alpi Apuane, a destra l'Alpe di Succiso e il Monte Casarola e in basso; Sotto, la splendida conca delle Sorgenti del Secchia. Si prosegue in cresta, ora meno ripida ma con alcuni tratti esposti fino alla sommità del monte Alto a 1903 metri di altitudine. Da questa prima vetta si scende al Passo di Pietratagliata, aperto secondo la leggenda dall'esercito di Federico I Barbarossa in fuga, e si risale dalla parte opposta verso la seconda vetta della giornata: l'Alpe di Succiso.

Qui è presente un breve tratto con un cavo metallico per superare un piccolo risalto roccioso che risulta comunque abbastanza semplice per chi non soffre di vertigini. Superato il tratto attrezzato il sentiero continua in salita fino a raggiungere la cima posta a 2017 metri di quota. Anche qui splendido panorama sui monti e sulle vallate circostanti.

La discesa avviene passando per la Sella del Casarola dove si imbocca a destra il sentiero che in ripida discesa conduce nella splendida conca delle Sorgenti del Secchia. La vallata presenta la tipica forma dell'anfiteatro di origine glaciale, con il fondo che un tempo era probabilmente occupato da un antico lago, mentre oggi si è trasformato in una bella distesa di erba verde in cui serpeggia con numerosi meandri il neonato fiume Secchia.

Qui fino al 1847 era posto il confine tra tre importanti borghi appartenenti a tre diversi Stati: Cerreto (Ducato di Modena), Succiso (Ducato di Parma) e Camporàghena (Granducato di Toscana); a testimonianza di ciò si può osservare un masso a tre facce che porta incise le direzioni e i confini dei tre Ducati. Poco più in alto, a 1536 metri di quota, si individua a sinistra, tra zone umide, la sorgente vera e propria, formata da varie polle che scaturiscono dagli strati di arenaria ai piedi del Monte Alto.

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