All’alba crolla il tetto della biblioteca
Il collasso quando l’edificio era vuoto. Il piano inferiore con 20mila libri salvato dagli assi posizionati dopo il sisma 2012
NONANTOLA. Un «boato fortissimo». Lo hanno descritto così i nonantolani svegliati ieri mattina all’alba.
Erano circa le sei quando è crollata parte del tetto della biblioteca. Il rumore è stato avvertito per oltre cento metri da piazza del Pozzo e, fortunatamente, nessuno è rimasto ferito. Secondo una prima ricostruzione, alla base del crollo ci sarebbe stato il cedimento di una trave della capriata centrale. Sarebbero stati interessati, inoltre, ulteriori elementi di supporto della struttura, già dichiarata inagibile. L’accesso, infatti, era già stato proibito dopo il terremoto.
«Dopo il sisma avevamo salvaguardato la struttura interna e la biblioteca sottostante - ha spiegato Alberto Reggiani, presidente della Partecipanza Agraria, che l’ha data in locazione al Comune - con un tavolato, avente assi portanti di 5 centimetri di spessore. È stato un lavoro oneroso. Senza questa nuova distribuzione dei carichi, tuttavia, le travi avrebbero potuto sfondare il solaio».
Grazie a questa precuazione, invece, l’interno della biblioteca non ha avuto danni, secondo quanto i vigili del fuoco hanno potuto appurare. Cosa accadrà ora?
«Abbiamo disposto un’ordinanza di somma urgenza - ha aggiunto il sindaco, Federica Nannetti - per chiedere la copertura del tetto». Sui tempi, ha ripreso Reggiani, si spera d’intervenire «entro la fine della settimana» per il telo anti-pioggia. «Già dalla prossima settimana saremo in Regione - ha assicurato il presidente - per discutere anche con la Soprintendenza. Non possiamo muovere una pietra senza il loro consenso. Dobbiamo tutelare il patrimonio artistico interno e il patrimonio della biblioteca sottostante». Un patrimonio costituito da meno di 20mila libri che, di sicuro, non saranno accessibili prima di fine mese. Il disagio per i circa 21mila frequentatori annui sarà limitato, in quanto erano comunque previste due settimane di chiusura estiva. Tuttavia, l’auspicio degli intervistati è di tornare quanto prima alla normalità. Per far ciò servono risposte rapide e risorse certe. Già prima del crollo di ieri erano in programma interventi consistenti nell’area. I dati di Open Ricostruzione li attestavano sui 686mila euro.
«In realtà c’è stata una riduzione - ha aggiunto Reggiani - per cui ce ne avrebbero corrisposti circa la metà. Le opere accessorie non sono finanziabili. Adesso dobbiamo ancora rifare i calcoli». Così come non è certo che la sede resti lì. C’era già un disegno per spostare la biblioteca al Polo culturale che sorgerà a palazzo Salimbeni. «Speriamo di farcela per il 2018», ha confidato Nannetti. Il trasloco potrebbe essere anticipato se i problemi legati al crollo si mostrassero più seri della prima stima. Determinante il ruolo della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, Ferrara, Modena, Parma e Reggio. «Confidiamo nel nuovo presidente Luigi Malnati», ha ripreso il sindaco. Nannetti potrebbe valutare di chiedere risorse alla Regione in caso di trasloco anticipato.
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