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«Arletti? Una delusione Per Aimag nulla è deciso»

di Valeria Cammarota
«Arletti? Una delusione Per Aimag nulla è deciso»

L’assessore: «Le accuse al Pd sono infondate, siamo un partito che si confronta» «Inutile il referendum per l’azienda: i Consigli rappresentano bene i cittadini»

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Roberto Arletti ha lasciato il gruppo consiliare del Pd da settimane, entrando nel cosiddetto “gruppo misto”. Una decisione che ancora non spegne la sorpresa e le riflessioni degli ex colleghi di partito. L’assessore Stefania Gasparini si sfoga.

È stato un fulmine a ciel sereno?

«Arletti aveva già espresso, sia in sedi di partito che amministrative, differenze di opinioni sul futuro di Aimag, così come altri consiglieri o rappresentanti politici, ma non avremmo mai pensato a un’uscita così drastica: se ne sarebbe potuto parlare. Tutto è partito dall’incontro a Novi su Aimag. In quell’occasione ha fatto un intervento assolutamente non concordato. Si sta ancora ragionando, nella maggioranza, sul futuro dell'azienda: come per altri argomenti ci sono idee anche diverse, ma se ne discute sempre insieme. I sindaci dell’Unione stanno svolgendo bene il loro percorso amministrativo, ma non è per nulla scontato che esso sia sempre così aperto. È giusto che, siccome non comanda una persona sola, si discuta, si voti e si decida: la democrazia è questo e anche cercare di venirsi incontro. Il percorso è ampiamente democratico, sia all'interno del partito che dei Consigli Comunali. Mi dispiace dell’uscita di Arletti perché credo che il Pd sia il luogo in cui chi si riconosce in un ambito politico progressista e riformatore, qui trovi casa sua. Non mi riconosco nelle parole con cui lo descrive a Carpi: esso nasce dalla fusione di più realtà politiche che hanno sempre trovato come comune denominatore la voglia di cambiare le cose in senso progressista. Le mie idee, come quelle degli altri, hanno sempre trovato spazio e, quand’anche un’idea “perda”, se si sente di appartenere a un partito, si rimane e la si porta avanti».

Vi sentite traditi?

«No. Piuttosto, delusi. Non giudico gli altri per le loro idee politiche, ma il Pd è più forte quando gode di una pluralità, non quando qualcuno se ne chiama fuori. Con tutti i difetti che il Pd può avere, non vedo alternative per chi si riconosca nel centro sinistra, né a Carpi né in Italia».

“Nel giro di pochi anni probabilmente palazzo Scacchetti finirà nelle mani dei grillini”, ha detto Arletti. In politica è difficile fare previsioni. E la proposta di un referendum per Aimag?

«È legittimo chiederlo. Penso però che i consiglieri comunali siano ampiamente rappresentativi della volontà dei cittadini, proprio perché eletti per portare la volontà degli elettori in un consesso civico. Ciò che muove i sindaci è uno dei loro primi doveri: tutelare i beni e il patrimonio del territorio al meglio. Abbiamo l’obiettivo di tutelare Aimag, ma occorre capire come: se rimanendo nel piccolo o raggruppandoci per dare più valore alla società e ai soldi dei cittadini. Si valuterà tra le offerte, la più adeguata. È l’apparato tecnico di Aimag, con i propri soci e attraverso il patto di sindacato, a valutare e a decidere, per poi tornare nei consigli comunali. Aimag non è in balìa di qualcuno che decide per tutti, in altre stanze e in segreto».

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