Brucia la ceramica Mimma Danni per milioni di euro
Il capannone deposito ha preso fuoco di notte per un cortocircuito: nessun ferito Vigili del fuoco al lavoro per ore. La colonna di fumo visibile da diversi chilometri
CASTELVETRO. La vista di quel capannone enorme, il cui interno è stato completamente divorato dalle fiamme è ancora più terribile alla luce del sole. Soprattutto perché di giorno i danni sono ancora più visibili senza il buio della notte a mitigare quella visione, anche se quantificarli sarà un lavoro lungo e meticoloso, ma si parla di milioni di euro.
È così che la Ceramica Artistica Mimma di Solignano si è risvegliata ieri mattina, dopo la notte più terribile dalla sua fondazione nel 1973. Un incubo iniziato alle 23 di martedì quando è scattato l’allarme per quella colonna di fumo che tanti cittadini hanno avvistato non solo da Solignano, ma anche dai paesi limitrofi: Pozza, ma anche Castelvetro. Nonostante il buio quella colonna di fumo era il sintomo chiaro di una grande incendio.
Sul posto l’arrivo dei vigili del fuoco, la prima squadra ha iniziato ad affrontare le fiamme, chiedendo, però, ulteriori rinforzi, con mezzi arrivati anche da Pavullo. In tutto sei squadre per combattere quell’incendio nel capannone della ceramica, che si alimentava grazie alle centinaia di pallet in legno, stipate nell’edificio utilizzato come magazzino. In supporto anche i mezzi del 118, pronti nel caso uno dei pompieri fosse rimasto ferito o colto da malore, come avvenuto la settimana scorsa nell’incendio di un’altra ceramica ad Ubersetto. Così non è stato.
Con il passare delle ore i vigili del fuoco sono riusciti ad avere la meglio delle fiamme, anche se il lavoro è proseguito anche ieri, per spegnere gli ultimi focolari.
E proprio attorno alle 8 i dipendenti hanno iniziato ad arrivare alla spicciolata, disperandosi poi nel vedere quello che era accaduto. Sconforto e disperazione che hanno colpito anche la famiglia dei titolari, ma che non hanno impedito loro di aiutare i pompieri nella lunga e faticosa opera di “smassamento” dell’edificio come la definiscono i vigili del fuoco. Perché quel capannone-deposito è attiguo alla palazzina dove trovano posto gli uffici e dunque anche questi ultimi sono, per ora, inagibili. Un ulteriore duro colpo per la Ceramica Artistica Mimma, che già ha dovuto fare i conti con l’ingente quantità di materiale che era stata stipata nel magazzino e che le fiamme hanno distrutto. Si parla di un colpo economico duro, milioni di euro.
Ma le cifre saranno più precise solo quando si avrà il dato definitivo del materiale bruciato nell’incendio e di quello che magari è ancora recuperabile.
L’unica fortuna, in un disastro simile è che quel capannone fosse vuoto, dato che in Ceramica Mimma non ci sono turni notturni. A dare il via all’incendio probabilmente un cortocircuito, anche se spetterà ai carabinieri l’ultima parola, anche grazie al rapporto che verrà loro fornito dai vigili del fuoco.
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