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Modena, ai Giardini Ducali vigili e operai inseguono galline

di Carlo Gregori
Modena, ai Giardini Ducali vigili e operai inseguono galline

Il Comune di Modena ordina di catturare i pennuti “indecorosi” e in sovrannumero che scorrazzano nei prati e dormono sugli alberi. Viene mandata una squadra di ottovigili e operai comunali per dare la caccia. Il buffo inseguimento, notato dai passanti, si conclude con sei pennuti presi e portati in un agriturismo

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MODENA. Operazione Coccodè: vigili e operai comunali mandati a correre dietro alle galline. È successo l’altra mattina ai Giardini Ducali. La scena ha attirato l’attenzione dei passanti che hanno anche scattato delle foto. Risultato: catturate sei galline e consegnate a una azienda agrituristica. Il destino dei pennuti non è noto.

All’origine della caccia alla gallina pare che si sia una lamentela. Qualcuno sdegnato avrebbe fatto presente che vedere circolare galline tra il verde degli storici Giardini è indecoroso, mentre la decina di disperati e senza tetto che in questi giorni dormono sulle panchine evidentemente non lo turba. Secondo un’altra versione data ai passanti, invece, le galline sarebbero state in sovrannumero. Andavano prese e portate via. Di qui la pianificazione della missione, l’ordine esecutivo e le squadre mandate dal Comune: tre vigili e cinque operai comunali. Ma come si è arrivati a questo punto?

Come si ricorderà un anno fa era scoppiata una polemica sul tucul dietro i laghetti dei Giardini che faceva da stia e ricovero per i pennuti. Si era detto – ormai è un ritornello - che quella costruzione era “indecorosa” per i visitatori dei Giardini di Expo Modena. Poi ci fu una protesta corale perché i pennuti e il tucul fanno parte storicamente dei Giardini. Toglierli avrebbe detto togliere ogni forma di vita in quell’area verde e soprattutto cancellare i ricordi d’infanzia di migliaia di modenesi.

Ma gli operai comunali avevano già abbattuto la rete di recinzione ed erano state portate via oche, papere e parte delle galline. Restava un gruppuscolo di galline sediziose che si erano sparpagliate per i Giardini. Poi il Comune fece retromarcia e decise di salvare il tucul, ma non ricostruì la rete e non si è più saputo che sorte avrebbero avuto quelle galline riottose che giravano a testa alta tra le panchine. Finì che il tucul fu sistemato e fu aggiunta una porticina di ferro per le galline, ma le galline non ci sono mai entrate: tra una gabbia e la libertà di scorazzare tra l’erba, sanno cosa scegliere. Così si sono abituate a dormire sui rami degli alberi, curioso fenomeno zoologico che ha attirato l’attenzione in questi mesi.

In Comune hanno quindi deciso di portarle via. Il piano operativo studiato prevedeva il raduno di squadre e il “ciapa la galèina” ha avuto il via alle otto. Corri di qui e di là per gli addetti, fuggi fuggi per le galline. Alle fine sei pennute sono state prese e messe sul furgone destinate all’agriturismo di periferia. Le altre, quelle più veloci o più furbe, girano beate a petto alto nei prati dei Giardini.

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