Gazzetta di Modena

Modena

Modena e microaree per nomadi: in arrivo 2 progetti con fondi regionali

Modena e microaree per nomadi: in arrivo 2 progetti con fondi regionali

Il Comune creerà in via Cavo d’Argine i campi da mille metri destinati a due famiglie con 14 componenti ciascuna

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA  --  Il Comune, sulla base di quanto previsto dalla Legge Regionale, predisporrà un programma di riordino e adeguamento alla normativa delle aree nomadi esistenti sul territorio comunale, che verrà portato in Consiglio entro fine anno.

Intanto, l’amministrazione partecipa al bando regionale, che mette a disposizione complessivi 700 mila euro per la realizzazione e riqualificazione di microaree in diversi Comuni.

Il contributo richiesto dal Comune è finalizzato alla risoluzione di alcuni tra i problemi più urgenti, come situazioni di rischio per la salute e ad alta densità abitativa. In particolare, i contributi verranno destinati alla realizzazione di due microaree in via Cavo d’Argine che non comporteranno aumento del numero di abitanti sinti o rom sul territorio, ma interverranno sul sovraffollamento di alcune aree o ne sostituiranno di già esistenti. Tra le situazioni di maggiore criticità su cui intervenire, l’amministrazione ha individuato l’area di via Stradello Panaro, che sorge accanto a un elettrodotto, quella di via Divisione Acqui, destinata esclusivamente allo spettacolo viaggiante.

Le due microaree, attigue ma indipendenti, avranno una dimensione di mille mq ciascuna e ospiteranno due famiglie fino a un massimo di 14 persone ciascuna. Saranno realizzate in area agricola e destinata a servizi di interesse collettivo di proprietà comunale, con strada di accesso e già servita dai servizi essenziali. Per i due interventi, che riguarderanno principalmente la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria, vengono previsti contributi regionali pari all’80 % del costo.

L’individuazione dei nuclei da spostare nelle nuove aree avverrà attraverso procedura pubblica rivolta esclusivamente a persone già residenti sul territorio e che dimostrino condizioni abitative legittime. L’investimento da parte del Comune sarà recuperato attraverso la corresponsione da parte delle famiglie di un canone d’uso dell’area, oltre al pagamento delle utenze.

A Modena la chiusura del campo nomadi in favore delle microaree è stata decisa già nel 2007, in quanto queste ultime, di più contenute dimensioni e con un numero più limitato di persone, consentono di aumentare le possibilità di integrazione e la vivibilità delle aree di abitazione stabile.

Complessivamente le microaree pubbliche attualmente in essere sono 17 e ospitano 76 famiglie sinte per un totale di 291 abitanti, pari a circa lo 0,15 per cento della popolazione modenese. In città sono inoltre presenti alcuni insediamenti che devono conformarsi alla recente legge regionale, in parte collocati in spazi privati acquistati o affittati dalle stesse famiglie e l’Amministrazione necessita quindi di fare un riassetto complessivo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google