«Il tetto poteva essere salvato»
Nonantola. Ministero: «Leciti lavori d’emergenza per mettere al sicuro l’edificio»
NONANTOLA. Anche il ministero per i Beni e le Attività culturali entra nel merito del crollo del tetto della biblioteca di Nonantola, avvenuto all’alba di mercoledì. È lo stesso Raffaele Gaudioso, segretario regionale, a percorrere la cronologia “post-sisma”: «Intendiamo fornire alcune precisazioni utili ad una più ampia e corretta informazione rispetto al crollo. Per quanto riguarda il progetto esecutivo per il restauro dell’edificio (in seguito ai danni subiti nel sisma del 2012, ndr) predisposto dalla proprietà (la Partecipanza Agraria, ndr) e pervenuto il 9 dicembre 2014, gli uffici competenti del Ministero hanno comunicato in data 3 marzo 2015 l’intenzione di esprimere il proprio parere negativo non avendo riscontrando i requisiti essenziali per la sua approvazione e dando nuove indicazioni per la stesura di un nuovo progetto più completo». Un progetto che la proprietà ha poi ripresentato: «Il giorno 11 gennaio 2016, la Partecipanza Agraria ha presentato un secondo progetto revisionato al quale gli uffici ministeriali hanno risposto con precise motivazioni tecniche il 30 marzo 2016 richiedendo ulteriori integrazioni necessarie alla sua definitiva approvazione per le quali si attende ancora che giunga risposta».
Questo per quanto concerne i progetti di restauro, ma il Ministero prosegue e specifica: «Al di là di ogni precisazione cronologica non ci sono stati anomali ritardi di carattere burocratico-amministrativo; si deve considerare che la vigente normativa, nell’obbligare i proprietari alla conservazione dei beni culturali di loro spettanza, consente, in situazioni di emergenza, la realizzazione di opere provvisionali per la salvaguardia del bene stesso senza l’autorizzazione della Soprintendenza e con facoltà di presentare, in seguito, un progetto di restauro da sottoporre a regolare approvazione». In sostanza il Ministero afferma che in caso di pericolo sostanziale per l’edificio, la proprietà aveva il diritto di eseguire lavori temporanei per la messa in sicurezza.
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