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In duecento a Sestola per il vescovo e la Madonna della Neve

di Gabriele Farina
In duecento a Sestola per il vescovo e la Madonna della Neve

A causa del maltempo sul Cimone la tradizionale cerimonia si è svolta a Sestola dove sono giunti gli uomini dell’Anc, partiti da Bomporto con il Cristo Pellegrino

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SESTOLA. La risposta al terrorismo? «È nello stare insieme». Don Erio Castellucci ha indicato il cammino da percorrere nei giorni difficili che sta vivendo l’umanità. Il vescovo è intervenuto nella parrocchia di Sestola durante la celebrazione della Madonna della Neve. L’evento si sarebbe dovuto tenere sul monte Cimone, ma le previsioni del tempo lo hanno sconsigliato. Il “piano B” non ha deluso le aspettative. D’altronde, come ha sottolineato il vescovo la risposta «risiede nel cuore».

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LA MANIFESTAZIONE Don Erio è arrivato poco dopo le 10 nel sagrato dedicato alla Beata Vergine Maria Assunta in Cielo. Ancora una ventina di minuti e sarebbero giunti uomini in divisa con una croce. Sono i rappresentanti dell’Associazione nazionale carabinieri. Hanno condotto l’immagine del Cristo Pellegrino da Bomporto alla località appenninica. L’inizio del percorso non è stato casuale. Dopo due anni e mezzo dall’alluvione, le popolazioni colpite dalle acque del Secchia si stanno confrontando ancora con momenti di difficoltà. Non è un caso che la prima tappa abbia avuto fine a Bastiglia, laddove i danni sono stati forse maggiori e ha perso la vita l’unica vittima del 19 gennaio 2014. Lungo il cammino i pellegrini hanno trovato interesse, curiosità, solidarietà.

«Siamo soddisfatti», ha garantito Antonio Padula, presidente dell’Anc di Sassuolo, l’associazione che ha promosso l’iniziativa. Don Erio ha ringraziato pubblicamente le forze dell’ordine presenti.

«Qualcuno tenta di dividerci, è la brutalità del terrorismo - ha spiegato prima della fine della messa - la risposta vera è nello stare insieme». Poco prima il vescovo aveva rimarcato la risposta di forza che può arrivare anche nei momenti più bui. «Ci sono persone che vivono situazioni estremamente e oggettivamente difficili - ha ricordato don Erio - ma che le attraversano tenendo accesa la luce». L’esempio della Madonna è universale, ha sottolineato il vescovo. La sua esperienza è quella di un’ascesa spirituale che sarebbe stata rivissuta con una salita fisica se il tempo l’avesse consentito. Un cammino su cui si possono muovere i passi di ogni donna e di ogni uomo. «La nostra vita è una salita verso la montagna - ha ripreso don Erio - che parte dalla base, il primo giorno di vita. All’inizio siamo custoditi, poi dobbiamo imparare a muoverci da soli. Dobbiamo individuare i sentieri migliori, trovare gli appigli». Il suo messaggio è stato ascoltato da oltre duecento persone, tra cui alcuni ragazzi reduci dalla Giornata Mondiale della Gioventù. C’era il sindaco Marco Bonucchi e il suo collega di Fanano Stefano Muzzarelli. C’era il senatore Carlo Giovanardi, fratello di Daniele, intervenuto come rappresentante dell’Anc.

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