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A Castelfranco arriva la Boschi, fa i selfie e si lancia in un monologo

di Gabriele Farina
A Castelfranco arriva la Boschi, fa i selfie e si lancia in un monologo

Il ministro alla Festa Pd di Bosco Albergati di Castelfranco Emilia parla del referendum ma non risponde a domande del pubblico Un dibattito senza contatto con gli spettatori, qualche foto con i fan e via di corsa

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CASTELFRANCO. No alle domande, sì alle foto con il pubblico. In vetrina a Bosco Albergati ieri c’era Maria Elena Boschi. Il ministro per le Riforme ha trattato il referendum costituzionale nella cornice della Festa del Partito democratico. Non è stato un dibattito, ma un monologo dal palco, con la stampa relegata letteralmente in un angolo. Tra il pubblico (150 persone) soprattutto giovani di ieri.

Il ministro per le Riforme è arrivato alle 18.33. Vestito nero, sorriso a pieni denti, ha salutato Lucia Bursi e Paolo Calvano, rispettivamente segretario provinciale e regionale del Partito democratico. Qualche stretta di mano, un paio di baci sulle guance di volti amici, poi sul palco. Dal tappeto rosso al terreno marrone del parco c’è stato un abisso, non una staccionata di circa 90 centimetri.

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A una decina di metri c’erano due bambini che si volevano avvicinare con il papà alla recinzione per vedere lo stagno. Ligi alle disposizioni, i responsabili della sicurezza li hanno fatti allontanare. Intanto, Bursi presentava le «riforme articolate e complesse» di cui avrebbe discusso il ministro. Calvano aggiungeva che «questo è il governo che ha ottenuto risultati contro la povertà» e frasi dello stesso tipo. Il ministro non ha approfondito i contenuti, scegliendo uno stile semplice, quasi elementare. Votare al referendum costituzionale? «Una responsabilità enorme, ma bellissima». Non sono mancate le “frecciatine”.

Per la Boschi «bisogna coinvolgere chi la pensa diversamente, complice la cattiva informazione da parte di alcuni». Il premier Matteo Renzi aveva legato al referendum costituzionale il futuro del governo? «Non dobbiamo personalizzare noi (il referendum) - ha replicato il ministro - lo dovete personalizzare voi». L’articolo 138 della Costituzione? «Rispettato». Il bicameralismo perfetto? «Bene superarlo». L'Emilia Romagna? «Ci sta dando una grande mano». Si limitano gli spazi di democrazia? «Il parlamento è obbligato a esaminare le proposte di legge d’iniziativa popolare e s’introducono referendum d’indirizzo».

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Circa venti minuti di monologo, poi cinque di foto il pubblico e via senza passare dai microfoni. Un po’ com’era accaduto il primo aprile al Baluardo. Erano fresche le dimissioni di Federica Guidi. La modenese, ex capo del dicastero dello Sviluppo economico, era finita al centro del caso Tampa Rossa.

Boschi non ha voluto in nessun modo commentare il fatto, dribblando le telecamere in perfetto stile cestistico. «Ci stanno togliendo la democrazia», ha affermato una donna fuori dal locale. In tanti hanno criticato la scelta di chiudere le porte dell’ingresso, pur essendo un incontro a ingresso libero.

«Ragioni di ordine pubblico, il locale è pieno», spiegavano dalla sicurezza. Il 21 luglio 2014 Boschi aveva visitato Bomporto a poco più di sette mesi dall’alluvione. Il ministro aveva incontrato non soltanto i giornalisti, ma aveva anche avuto modo di parlare a lungo con le persone. Come ama ripetere il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, ci aveva messo la faccia. Altri tempi.

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