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I bimbi Saharawi di Nonantola

I bimbi Saharawi di Nonantola

Ospitati e curati in 22. «Grazie alla generosità di cittadini e aziende»

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NONANTOLA. Nonantola ospita da ventidue anni gruppi di bambini e ragazzi del popolo Saharawi, avamposto desertico del sudest algerino dove le condizioni di vita sono dure e complesse.

Il gruppo si tratterrà fino a domani ed è stato ospitato da Nonantola a margine del fitto programma stilato dall’associazione modenese Kabara Lagdaf e dal referente nonantolano Paolo Mattioli per rendere gradevole la permanenza.

Intanto la prima buona notizia è che stanno meglio i due gemelli operati agli occhi al Policlinico di Modena. «Sono stati operati 3 anni fa - spiega Mattioli - quando non vedevano ormai quasi nulla. Ora sono migliorati tantissimo. Un problema alle orecchie di Dah Salama verrà controllato. Per altri bambini sono previsti controlli ai reni per sospetti calcoli renali».

I piccoli ospiti sono stati alloggiati nella palestra. Mattioli ringrazia i tanti che si sono prodigati per connotare la vacanza di svago, accoglienza, pranzi, attività. «Ringraziamo il Comune per la palestra, Protezione Civile per letti e frigorifero, Polisportiva Nonantola e Auser Ravarino per i pulmini. Il Pd ha fornito tavoli e frigo, l'associazione Clessidra le sedie. Ringraziamo anche Bottega dei sapori e i numerosi volontari che stanno aiutando».

I ragazzi sono stati anche alla Trattoria Nosadella, hanno fatto passeggiate in Partecipanza Agraria, una cena a Rubbiara con i gruppi parrocchiali e Don Alberto, attività in palestra e in piscina...

Patrizia Cantusci

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