«La senzazione che uno mi conoscesse»
Sequestrata in camera da letto per due ore. La stessa camera da letto in cui lei e il marito stavano dormendo prima che quattro banditi irrompessero in casa loro seminando terrore e violenza....
Sequestrata in camera da letto per due ore. La stessa camera da letto in cui lei e il marito stavano dormendo prima che quattro banditi irrompessero in casa loro seminando terrore e violenza.
Nonostante la comprensibile paura vissuta, Graziella Modena racconta della sua disavventura con una tempra encomiabile, quasi come a non volersi arrendere al fatto che tanta violenza, possa avvenire ormai anche in un paese come San Felice.
E il racconto di come il marito sia stato malmenato da questi banditi senza scrupoli, mentre lei veniva tenuta in ostaggio da uno di loro, è a dir poco inquietante. «Quando ce li siamo trovati di fronte, uno dei banditi ha sferrato subito un cazzotto a mio marito e nella confusione generale io sono inciampata e caduta – afferma Graziella– a quel punto uno di loro mi ha presa su da terra e portata in camera da letto dove mi ha tenuta chiusa per tutto quel tempo». Inizia così il sequestro vero e proprio della 73enne che – dalle due alle quattro – è stata tenuta in ostaggio dal suo “carceriere”.
«Mi ha fatta sedere sul letto facendomi segno col dito di stare zitta – riprende la Modena – ma non mi ha mai usato violenza. Anche quando gli ho chiesto di potermi vestire, ha acconsentito ad accompagnarmi in bagno, facendomi segno però di non parlare. L’ho visto più calmo e “umano” rispetto agli altri. Mi ha rialzata quando sono caduta, permesso di vestirmi e intimato di stare zitta mentre mi teneva chiusa in camera, senza tuttavia avermi fatto male. Tutto ciò mi fa quasi pensare mi conoscesse… Gli altri invece sono stati spietati: mio marito malmenato e la casa messa a soqquadro. Dall’accento con cui parlavano tra loro poi, non ho dubbi: erano tutti dell’Est Europa».
(Valentina Corsini)
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