Modena, la piaga delle baby gang tra risse e furti di telefoni
Piccole bande di giovanissimi che scorrazzano di sera in centro storico nella zona tra la Pomposa e piazza Matteotti, vanno a caccia di soldi borseggiando, facendo i bulli, cercando biciclette da portare via oppure prendendo i cellulari
MODENA. Piccole bande di giovanissimi che scorrazzano in centro, di sera, e che vanno a caccia di soldi, borseggiando, facendo i bulli, cercando biciclette da portare via oppure prendendo, con abilità o con la forza, i cellulari a chi designano come vittima della loro “serata di lavoro”.
PICCOLE GANG CRESCONO. Piccole bande in azione ma anche risse tra più gruppi, queste sicuramente per motivi legati al territorio dello spaccio delle sostanze stupefacenti, con vari esponenti che si affrontano e che poi, al primo sentore di sirene o di lampeggianti, scompaiono all’unisono tra le vie del centro.
Siamo in zona piazza Matteotti e Pomposa, luoghi che vedono parecchia affluenza di giovani, superstiti cittadini anche in estate, luoghi che attirano, proprio per la loro vivacità e ricambio di presenze nell’arco della serata, anche piccoli spacciatori e ladri. La zona ultimamente nel mirino è quella di piazza Matteotti, la scalinata nel retro che sfocia in via del Taglio in prossimità di via San Michele.
BOTTE E FUGA. È da qui che l’altra sera è scattato un allarme alle centrali delle forze dell’ordine per una maxi rissa. Un classico: gruppi di giovani, perlopiù maghrebini, che se le davano di santa ragione. Ma quando sono arrivate le auto delle divise, i protagonisti si erano tutti eclissati.
Contemporaneamente, nelle vicinanze, in zona Pomposa, un giovane ha chiamato denunciando quello che gli era appena accaduto.
IL CELLULARE SFILATO. Questo il suo racconto, così come lo ha postato sul social: «Ero stato vittima di un furto: un trio di ragazzi non modenesi hanno rubato il telefono dalle mie tasche mentre passeggiavo nei pressi della Pomposa. Li ho colti in flagrante e rincorrendoli sono riuscito a riscattare ciò che era mio senza gravi (per mia ... e per loro fortuna) conseguenze».
«Ho denunciato il tutto alla polizia municipale - ha proseguito il giovane - che allo stesso tempo era alla ricerca di un gruppo di ragazzi non modenesi, per rissa, sempre in prossimità della Pomposa. Ho così avuto modo di vedere e di vivere sulla mia pelle un pizzico di quello che purtroppo, accade con molta frequenza a Modena. Da modenese e da cittadino in generale, una simile situazione non mi era mai capitata».
A CACCIA PER STRADA. Dunque gruppetti di tre, quattro ragazzi, il più delle volte poco più che maggiorenni, a caccia di denaro, di cellulari, di occhiali, di biciclette.
Il tutto per avere contanti o merce di scambio: come abbiamo avuto modo di raccontare spesso i giovanissimi, per assicurarsi qualche grammo di droga leggera, che comunque ha un prezzo basso, usano il baratto. Refurtiva in cambio di droga, il vecchio sistema con cui si procacciano le dosi i tossicodipendenti. Il rapporto che hanno i giovanissimi con il loro pusher, il più delle volte coetaneo o più grande solo di qualche anno, è fiduciario. E così, purtroppo, il “sistema” funziona. (s.to)
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