«Modena si gioca il futuro: Roma smetta di frenarci»
Gian Carlo Muzzarelli a ruota libera, dai problemi alle sfide che attendono la città: «È ora che i nostri parlamentari si facciano sentire, basta punire i Comuni»
Metà mandato, tempo di riflessioni. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli fa il suo bilancio passando dai problemi degli ultimi mesi e provando ad immaginare cosa accadrà da settembre. Con qualche sogno da coltivare e qualche nodo ancora da sciogliere.
Il voto amministrativo per il Pd è andato male. Cosa prevede per Modena?
«Il voto era locale ma ci sono alcuni punti comuni. Il primo è che al secondo turno le opposizioni al Pd si sono coalizzate. Il secondo è che il Pd non può pensare di fare da solo. Le alleanze devono essere la bussola: il centrosinistra è un valore aggiunto. Infine c'è un tema che è rimasto in ombra: il centralismo e l'attacco ai Comuni pesano sulla coesione sociale, sulla ripresa degli investimenti, sul rapporto di fiducia fra cittadini, istituzioni e politica».
Quando alza la voce se la prende anche con Bonaccini e Renzi. Farà una tregua per il Referendum?
«Io voterò sì al referendum costituzionale, per cui non c'è nessuna contrapposizione strategica. Il punto che mi preme è la situazione delle autonomie locali. Bisogna ridare autonomia e spazi finanziari ai Comuni. In prima linea contro il disagio sociale ci siamo noi. Gli investimenti pubblici ripartono e accelerano se li facciamo noi. Il dinamismo e la competitività dei territori dipendono largamente dalle iniziative degli enti locali. È ora che i nostri parlamentari facciano sentire il peso delle autonomie locali alle invadenti burocrazie romane. È ora che l'Anci la smetta di accontentarsi».
Non le capita di sentirsi un uomo solo al comando quando si tratta di scegliere?
«No, perché ho con me una Giunta e una maggioranza e il conforto di tante assemblee cittadine. Abbiamo condiviso insieme in maggioranza scelte piuttosto impegnative, dalla manovra fiscale, agli investimenti, alle prime innovazioni per la scuola e il welfare locale. Da solo non raggiungerei nessun traguardo. Però io sono uno che si assume le sue responsabilità e che ci mette la faccia, perché è prima di tutto a me che i modenesi guardano e chiedono conto e come sempre se va bene è merito di tutti e se si sbaglia è colpa mia».
A volte il suo condivisibile entusiasmo per il “fare”, finisce quasi per esasperare gli annunci di idee e progetti: non le è sembrato di esagerare su Ex Amcm e Sant’Agostino che, a conti fatti, sono ancora ferme al palo?
«Preferisco essere entusiasta che depresso e credere nelle potenzialità di Modena. E i progetti ci vogliono, se non vogliamo restare al palo a lamentarci di tutto quello che vorremmo essere e non siamo capaci di diventare. Certo, parliamo di progetti complessi, per i quali serviranno anni. A settembre infatti partirà il primo cantiere all'ex Amcm. Io cerco di promettere ciò che posso fare e di fare ciò che prometto, nei tempi che le procedure ci consentono».
I maligni dicono che fa così per un motivo: rischia di essere l'unico sindaco a non tagliare nessun nastro.
«A settembre inaugureremo le scuole Mattarella, consegneremo i lavori della rotonda di San Cataldo-Montecuccoli, dell'AeM e della ciclabile di Modena est, inaugureremo 25 nuovi alloggi di edilizia pubblica per giovani coppie in via Forghieri. Entro fine anno partirà il recupero del Sigonio. Non ci fermiamo agli annunci, perché poi passiamo ai fatti, come faremo per portare l'anno prossimo la fibra ottica e la banda ultra larga in quattro aree produttive di Modena non servite dagli operatori».
Sulla sua agenda c'è un rimpasto di giunta a breve o medio termine?
«La Giunta non è all’ordine del giorno. Non è di questo che abbiamo discusso e stiamo discutendo in maggioranza, anche se ovviamente una Giunta deve tener conto del pluralismo della coalizione e contribuire al suo rafforzamento».
Non è un mistero che i malumori ci siano stati: l’assessore Giacobazzi e l’assessore Urbelli sono solo due esempi.
«Prima mi chiedete se mi sento solo al comando e poi vi meravigliate se gli assessori discutono fra di loro e con me? Io ai miei assessori ho chiesto lealtà e gioco di squadra, non di essere senza idee. E per fortuna le hanno».
A proposito dell'assessore Giacobazzi: gli scambi di idee con l’assessore Vandelli sul futuro urbanistico della città e sul Psc pare siano vivaci. Sono questi i motivi del ritardo del documento più atteso della sua legislatura?
«Finora abbiamo discusso il percorso e gli obiettivi principali, senza scontri e con il contributo di tutta la Giunta. Passeremo presto al documento di indirizzo e su quello non discuteremo solo in Giunta, ma col Consiglio e con tutta la città».
Rimaniamo in tema urbanistico: il caso che ha coinvolto la dirigente Maria Sergio sta complicando i progetti del Comune?
«Nessuna complicazione. Maria Sergio sta lavorando con la professionalità e il rigore che tutti le riconoscono e, per fortuna, sta anche dimostrando di reggere l'urto di una sconsiderata campagna politica e mediatica, fondata esclusivamente su illazioni e sospetti, che potrebbe mettere in ginocchio chiunque. Spero sia finita».
135 o 104 vigili, non fa troppa differenza perché il numero è comunque ragguardevole, che le hanno dato un segnale chiaro: non si è sentito messo in discussione?
«Meno di 100, in ogni caso, e con firme raccolte mesi e mesi prima e riciclate per l'occasione. Se mi sento messo in discussione? Io mi metto sempre in discussione, ma vorrei capire di cosa stiamo discutendo: fare o no i turni notturni? Fare o no le pattuglie a piedi? Usare o no il veicolo attrezzato per il presidio del territorio? Sospendere l'installazione delle telecamere? Rimuovere il comandante perché non è simpatico a un sindacato corporativo? Vediamo per favore di fare un passo avanti e girare pagina: per noi il tavolo sindacale è sempre aperto».
Le vengono contestate le nomine: scelte di opportunità solo politica e non meritocratica. Le rifarebbe tutte?
«Le nomine si fanno sulla base del merito, delle posizioni politiche, di un programma e del percorso indicato dal Consiglio Comunale e io ho sempre tenuto conto di tutti questi elementi. E prima di trarre delle conclusioni vediamo i risultati».
Siamo a metà mandato e c'è già chi si preoccupa (o chi gioisce): è vero che sta dicendo a tutti che non si ricandiderà per il secondo mandato?
«Io penso che, per portare a termine il suo programma, un sindaco debba puntare anche al secondo mandato. Va da sé, per come io concepisco la politica, che le valutazioni andranno fatte insieme, nel Pd e nella coalizione. Io darò il mio contributo e sarò a disposizione del centrosinistra. Ma adesso sono concentrato su quel che dobbiamo fare per Modena. Adesso, non fra tre anni».
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