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Assolto il tenente «Non ha perseguitato allievi in Accademia»

di Saverio Cioce
Assolto il tenente «Non ha perseguitato allievi in Accademia»

Un cadetto denunciò il suo istruttore di palestra, carabiniere Tribunale Militare di Verona: «Non ci sono state vessazioni»

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A neanche un anno di distanza dai fatti denunciati i giudici militari hanno pronunciato la sentenza. Per i magistrati con le stellette non ci fu persecuzione nei confronti di un cadetto dell’Accademia Militare, Rocco Iannì, che denunciò il suo istruttore di palestra per ingiurie, soprusi di ogni tipo mascherato con apparenti esercizi di preparazione e persino minacce.

In breve, fu costretto a ritirarsi, come lamentò nella sua denuncia, per essere diventato il bersaglio degli attacchi del suo superiore. Il 21 luglio scorso si è conclusa, per il momento se la sentenza non verrà appellata, la vicenda giudiziaria che vedeva come imputato un tenente dei carabinieri, sino all’anno scorso in servizio all’Accademia di Modena e dopo la denuncia allontanato in via cautelare.

Gli avvocati Antonio Petroncini e Chiara Rinaldi di Bologna che difendevano l’ufficiale dei carabinieri, dopo aver svolto anche attività di indagini difensive prima del dibattimento, hanno prodotto documenti e citato testimoni che scagionavano il loro assistito.

«Lo stesso pm - ribadiscono oggi i legali - al termine dell’istruttoria, ha preso atto delle prove formate in dibattimento e ha chiesto l'assoluzione per l'imputato».

Rocco Iannì, difeso in udienza dall'avvocato Giorgio Carta, si era costituito parte civile chiedendo un cospicuo risarcimento per i danni che riteneva di aver subìto, anche perchè in seguito all’ostilità dell’ufficiale istruttore aveva dovuto rinunciare alla carriera e dimettersi dall’Accademia, dove pure aveva superato le selezioni per diventare allievo. Assieme al suo avvocato aveva chiesto la condanna del tenente dei carabinieri; nella sua ricostruzione Iannì aveva contestato un particolare accanimento nei suoi confronti.

Il Tribunale Militare di Verona ha accolto le richieste dei difensori, assolvendo con formula piena l’ufficiale dei carabinieri, respingendo tutte le richieste della parte offesa. Le motivazioni della sentenza saranno disponibili fra due mesi e solo in quel momento sarà possibile capire come e perchè hanno dato credito alla versione, alle prove e ai testimoni portati dall’imputato.

«Siamo molto soddisfatti - commentano i legali del tenente dei carabinieri - per un risultato che restituisce a un ufficiale dei carabinieri il suo onore e che ristabilisce la verità storica dei fatti».

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