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Modena, la Musti dichiara guerra ai “malati a orologeria”

di Carlo Gregori
Modena, la Musti dichiara guerra ai “malati a orologeria”

Il procuratore capo: «Troppi certificati per stare a casa quando c’è la partita e arrivano le ferie. Basta, ora apriremo un fascicolo per ogni caso sospetto»

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MODENA. Guerra aperta ai malati ad orologeria negli uffici pubblici. «Apriremo indagini su dipendenti pubblici che dichiarano la malattia in occasione di partite sportive oppure in periodo di ferie. Sia chiaro che non vogliamo perseguitare nessuno. Vogliamo solo aprire un focus ogni volta che ci sarà una situazione dubbia su un’assenza giustificata da un certificato medico. Indagheremo sul dipendente pubblico e anche sul suo medico».

Il procuratore capo Lucia Musti dice di essere stanca delle continue malattie dichiarate in occasione della partita o nel periodo estivo, soprattutto dove e quando esistono già emergenze di personale. A fronte del comportamento corretto di tanti impiegati e funzionari, ci sono alcuni casi recenti capitati tra l’amministrazione statale e la Procura ha iniziato a guardare a fondo sia all’origine dell’assenza che al certificato utilizzato. D’ora in poi, avverte la Musti, tutta la pubblica amministrazione ne sarà interessata, sulla scia anche della nuova legge del Governo Renzi contro i cosiddetti “furbetti del cartellino”.

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«Se il Governo pubblicizza queste leggi ad hoc sui furbetti, la magistratura continua a fare il proprio dovere. Perciò d’ora in poi la Procura di Modena aprirà sempre un fascicolo qualora da parte di pubbliche amministrazione, qualunque esse siano (sanità, giustizia, scuola, carceri ecc), vengano presentati certificati medici per malattie che chiamo “ad orologeria”. Quando si tratta di sostituire un collega nella pubblica amministrazione e questa sostituzione non viene accolta, sorge il sospetto che il certificato medico possa non essere veritiero». In questo caso, se il magistrato di turno sospetterà che la malattia sia un pretesto inventato, aprirà un fascicolo di indagine che ipotizzerà il reato di tentata truffa aggravata in concorso tra il dipendente pubblico e il medico che gli firma il certificato per esentarlo dal lavoro. Si ipotizzerà anche un reato specifico che riguarda il medico compiacente, ovvero il reato di falsità ideologica nell’ambito dell’esercizio di professione di pubblica necessità.

L’iscrizione all’albo degli indagati non significa però un dito immediatamente puntato contro il dipendete pubblico sospettato, spiega il procuratore: «Significa aprire un focus che permetta di analizzare il caso specifico e valutarlo».

La Musti ha sottolineato infatti che lo scopo della Procura di Modena non è certo quello di moralizzare la burocrazia pubblica ma principalmente quello di colpire le cosiddette “malattie ad orologeria”, quelle che in Italia capitano con precisione svizzera il giorno della partita della nazionale anziché di un grande evento, oppure la malattia che capita tra capo e collo quando scatta il giorno di festa o di ferie e si dovrebbe sostituire il collega malato da tempo. Insomma, la malattia come strumento per evitare il lavoro e le responsabilità e come danno all’ufficio. Un atteggiamento da scansafatiche purtroppo diventato quasi un luogo comune quando si parla di burocrazia pubblica (anche se il problema è diffuso anche nelle aziende private).

«La malattia a orologeria può essere vera - chiarisce la Musti - ma anche non vera. Dipende da chi beffa la pubblica amministrazione».

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