«Più alternanza tra scuola e lavoro»
Sondaggio Lapam su cento studentesse delle superiori. Importanti i tirocini nelle imprese: basilari inglese e informatica
Un contributo volto alla realizzazione della “Buona scuola”, come previsto anche dalla legge 107/2015 quello che Lapam Confartigianato Imprese Modena sta portando avanti attraverso ricerche e analisi come l’ultima.
Già il titolo esemplifica quello che potrebbe essere un programma di lavoro: “Dire, fare, provare: ragazze e buona scuola, un anno dopo”.
L’indagine, condotta dal responsabile uffici studi Lapam, Franco Rubbiani con il contributo di Carlo Alberto Medici e Cinzia Ligabue, presidente Gruppo Donne Impresa Lapam, si basa su un campione di cento studentesse che frequentano istituti modenesi e carpigiani, tra licei, istituti tecnici e anche professionali con al centro il tema del lavoro femminile, sia autonomo che dipendente.
È stata presa in analisi non soltanto l’alternanza scuola/lavoro ma anche le esigenze delle studentesse e le aspettative verso il mondo del lavoro. Insomma, un campione che, nonostante i limiti comuni a sondaggi di questo tipo, può dare utili spunti. Quali sono i risultati del lavoro?
Dalle ricerche è emerso che, tra le varie competenze indicate, la lingua inglese viene considerata fondamentale per il 98%, a seguire l’informatica con il 90% ed i social media per l’80%. Queste statistiche sono state poi confrontate con l’effettiva conoscenza personale: l’inglese è a quota 63%, l’informatica solo il 27% ed i social media 46%. Una riflessione che parte anche dall’alternanza scuola/lavoro: il 40% delle giovani considera questo rapporto difficile, inadeguato il 20%, caratterizzato da poca consapevolezza per il 14% e addirittura disastroso per il 17%. Come muoversi allora verso una maggiore alternanza? La risposta delle ragazze è “fare”, essere seguite da qualcuno in un’esperienza utile (32%) ma c’è anche voglia di capire il lavoro (16%), chi considera un'opportunità comunque (19%) di sperimentare e fare (13%) e "riorientamento" lavorativo (6%). Un’analisi che apre il campo ad un mondo, quello del lavoro femminile che necessita di migliorie e questo lo dimostra anche la percentuale indicata dalle ragazze alla domanda “Hai mai incontrato, nel tuo percorso di studi, un’imprenditrice?”; il 73% ha risposto no ma il 49% vorrebbe diventarlo.
«Un focus importante per capire le esigenze ma anche i timori e le aspettative delle giovani imprenditrici del futuro e proprio per questo - ha commentato Cinzia Ligabue - si deve dare più voce alle donne che già svolgono questo mestiere nelle scuole, a testimoniare la loro esperienza e raccontare la propria storia».
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