Rocca: nuove luci, aperta la cisterna del 300
Montefiorino. Inaugurato il “tesoro” scoperto nella corte interna. Soddisfazione del sindaco Paladini
MONTEFIORINO. «È l'ultimo tassello di un ampio progetto che negli ultimi dieci anni ci ha dato la possibilità di recuperare gran parte dell'antica rocca, riportandola al suo splendore e alle sue antiche destinazioni». Così il sindaco Maurizio Paladini ha salutato domenica sera l'inaugurazione del nuovo tesoro storico-architettonico di cui si fregia Montefiorino: la cisterna del 1300 scoperta durante i lavori di ristrutturazione della corte interna. Merito di un progetto da 60mila euro (finanziato per 50mila dalla Regione) che ha comportato anche un restyling "luminoso" per l'edificio simbolo del paese, ora nella cornice notturna di faretti led molto suggestivi. Ma la “star” della serata è stata appunto la cisterna, del diametro di 4 metri e l'altezza di 4,5, che rappresenta la terza in ordine di costruzione sotto la rocca.
La volle Guidinello da Montecuccoli, che diede al baluardo difensivo (nato attorno alla torre del 1170) la fisionomia attuale. Disponendo una funzione residenziale della rocca, la dotò anche di questo grande raccoglitore di acqua piovana per garantire approvvigionamento interno in caso di assedio. Un'altra cisterna (anch'essa recuperata) era stata costruita attorno al 1220 nell'area sotto all'attuale Museo della Resistenza, la prima e più antica invece deve essere ancora ritrovata, ma si pensa che sia sotto alla torre come nella rocca di Meldola (Forlì). Questa però le supera tutte in grandezza, e presenta porzioni di rivestimento cementizie che testimoniano un suo utilizzo anche a fine Ottocento, prima di essere dimenticata.
Ora, grazie al progetto steso dallo stesso ufficio tecnico del Comune, risplende nell'angolo a sinistra della corte grazie alla pavimentazione vetrata che permette anche di apprezzare di notte la particolare illuminazione interna. «È un momento molto significativo – ha sottolineato Paladini – nell'ambito di quel progetto di custodia della memoria che stiamo portando avanti». Per questo, dopo l'inquadramento storico fatto con brio dall'archeologo locale Alberto Monti, la serata è stata coronata da un concerto pianistico con Giuliano Ruggi e Cristina Covezzi.(d.m.)
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