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«Troppi delinquenti»: la Bassa si scopre debole

«Troppi delinquenti»: la Bassa si scopre debole

Gli episodi di Mirandola, San Felice e Medolla: mancano strutture e uomini Platis propone una tenenza. La grana telecamere: spesi tanti soldi ma non vanno

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Che la situazione della sicurezza nella Bassa stia sfuggendo di mano, a causa del proliferare delle bande di ladri e rapinatori, del senso di impunità e soprattutto della inadeguatezza dei sistemi di prevenzione contrasto, è una sensazione ormai diffusa. Le rassicurazioni sul “reati in calo”, sugli “anticorpi” e sull’efficienza istituzionale ed operativa alla gente cominciano a non bastare più: le truffe generalizzate, i furti e gli scippi a Mirandola, gli spari e la rapina a San Felice, da ultimo i furti nelle case di Medolla con l’ipotesi di aggressione ad uun cane innescano nuova rabbia e disillusione. Il sindaco di Mirandola ha fatto appello al Prefetto, in una lettera dai toni finalmente franchi ed inediti. Le opposizioni, per parte loro, chiedono i fatti: «Basta chiacchiere. Le priorità - rilancia da Mirandola Antonio Platis, capogruppo Forza Italia all’Unione dei Comuni - sono tre: trasformare la stazione dei carabinieri di Mirandola in un comando di tenenza, adeguare la pianta organica di polizia ferma a decenni fa e stanziare fondi per telecamere hd e sistemi di controllo automatici degli accessi. Queste sono proposte concrete sulle quali chiediamo ai sindaci ed agli altri soggetti istituzionali di esprimersi e attivarsi. Nel primo Consiglio utile chiederemo un impegno formale in questa direzione».

La verità è che tra San Martino e Mirandola i carabinieri non hanno certo aumentato organico e dotazioni. La polizia del Commissariato è ridotta ai minimi termini storici, e si annuncia peraltro la partenza di altri agenti. Senza parlare della nuova sede: con la ricostruzione hanno prevalso altre priorità, e oggi nella Bassa ci troviamo vecchi fienili-catapecchia trasformati in ville, poi palestre, scuole, municipi... Ma una sede per la polizia no: ancora oggi il Commissariato ha sede in un appartamento, con conseguenze anche comiche: capita che qualche anziano sbagli pure l’ingresso con il vicino dentista, sedendosi in sala di aspetto in attesa di una... protesi. Per non parlare della polizia municipale: l’Area Nord è da tempo in “paziente” attesa di un nuovo comandante, idoneo alla situazione in atto, dopo l’addio di Poma.

Gli ultimi episodi a San Felice hanno a loro volta innescato una interpellanza rivolta al sindaco da “San Felice in Movimento”. La lista civica chiede di convocare la commissione sicurezza, richiesta caduta nel vuoto da mesi. I consiglieri Fortini e Casari suggeriscono di attivare forma di collaborazione dei cittadini quali il “controllo di vicinato”, soprattutto chiedono conto delle telecamere di sicurezza: il Comune eroga ogni anno decine di migliaia di euro ad una società del gruppo Aimag, ma le voci che circolano sono di totale inadeguatezza, anzi di blocco delle telecamere di sicurezza. Argomenti che il Prefetto ha condiviso nella risposta al sindaco di Mirandola, invocando ancora una volta il coordinamento tra forze dell’ordine. E poichè San Felice sta per sostituire il responsabile del presidio della polizia municipale, la lista civica chiede che venga nominata una «persona competente anche in termini di polizia giudiziaria e che abbia maturato esperienze e relazioni con gli altri organi dello stato, come polizia, carabinieri, guardia di finanza, magistratura e possa quindi facilitare un effettivo coordinamento».

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