«Modena, basta vandali nel parco. Sbloccate le telecamere»
Padre Arletti: «La polizia municipale ha già fatto i controlli, che cosa si aspetta ancora?» Ogni sera, da anni, un gruppo di giovani bivacca e fa danni: «Serve un segnale»
MODENA. Nessun rispetto per il bene comune. Il branco si accampa verso le 21 e leva le tende a notte inoltrata e in quelle ore si dedica ad alcune discipline diventate una specialità: bere, fumare, sporcare e fare danni. E la mattina dopo l’unico monumento di Modena Est è circondato da un campo di battaglia dove il prato è una distesa di cocci di vetro, le panchine sono imbarcate, incise, a volte scardinate, ovunque cartacce, sacchetti, rubinetti distrutti e persino escrementi.
Di giorno c’è chi pulisce poi arriva la sera e tutto ricomincia. È così ora, era così anche qualche mese fa, è sempre così da anni: il sistema si tramanda di generazione in generazione. E la chiesa ortodossa Tutti i santi, l’ex cappella privata di villa Coccapani, il luogo di culto in mezzo al parco è come un faro in mezzo alla tempesta circostante. Chi sono i protagonisti del branco? Ragazzi italiani, figli di famiglie italiane che abitano nel quartiere o nelle vicinanze. Hanno dai sedici, diciassette anni in su e agiscono indisturbati creando disagio e sporcizia.
E tutto questo in un clima quasi di omertà: pur facendo confusione per ore nel cuore della notte, pur vedendo tutti alla mattina il “risultato” della loro presenza, pur riconoscendo che è stato portato un danno ad una zona pubblica, nessuno dice nulla, nessuno avanza rimostranze o chiede un aiuto alla forza pubblica almeno per avere tranquillità nelle ore di riposo.
Padre Giorgio Arletti. rettore della chiesa ortodossa di piazza Liberazione, si trova sul fronte da lustri: «La situazione è insostenibile. Rivolgo un appello alla polizia municipale affinché sblocchino “la pratica” relativa alle due telecamere esterne che ho installato. Le ho montate anni fa, non sono mai state collegate, servivano soltanto per come deterrente e per un buon periodo hanno ottenuto il risultato sperato. Ora non più. C’è quindi necessità di collegarle, di metterle in funzione: ho avuto incontri, c’è stato il sopralluogo di un ispettore o dirigente della polizia municipale ma sono passati mesi e non ho avuto alcuna risposta».
Che cosa si aspetta? "Qui tutt’attorno è un bivacco ogni sera - spiega il religioso amareggiato ma deciso nel cercare una soluzione- Hanno fatto escrementi nel retro della chiesa, hanno rotto il rubinetto della fontanina pubblica, prendono sedie dai locali e dall'asilo, rompono le bottiglie, hanno persino giocato con un cerchio facendo “canestro” con la croce issata sulla sommità della chiesa. C’è sporco dappertutto e per quanto si cerchi il dialogo, il risultato, la risposta il giorno dopo è il raddoppiare le bottiglie e la spazzatura lasciata sul prato». Passaggi di pattuglie, ramanzine, incontri con i genitori? «Sono anni e anni che il fenomeno permane, qui si susseguono generazioni e purtroppo la situazione è sempre la stessa. Mettere in funzione le telecamere darebbe un segnale, vorrebbe significare che c’è un inizio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
