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Medolla, denunciato il padrone del cane Michelle

di Valentina Corsini
Medolla, denunciato il padrone del cane Michelle

Luppi prelevato in piazza dai carabinieri. Lo accusano di procurato allarme: il ladro che ha rubato ai vicini non ha ferito l’animale

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MEDOLLA. Lunedì sera in piazza si teneva la Festa dello stinco. Alberto Luppi, il proprietario del pastore tedesco Michelle, il cane ritrovato con la spina dorsale lesionata, stava prestando i suoi servizi come volontario.

L'arrivo dei carabinieri. Intorno alle 22 due carabinieri in divisa si sono presentati in piazza – sotto gli occhi incuriositi della gente – chiedendogli di seguirli in caserma: «Sono venuti a prendermi come un deficiente, la gente mi guardava come se fossi un delinquente», racconta Luppi, ancora scosso per quella situazione di imbarazzo che si è venuta a creare.

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Il peggio in caserma. Ma il peggio, per Luppi, doveva ancora arrivare. Dopo il “prelievo” di piazza è stato identificato nella caserma dei carabinieri, quindi gli è stato comunicato che era stato denunciato per il reato di “procurato allarme”. Ovvero per avere raccontato, lui (ma anche i parenti e il vicinato...), della sua convinzione che a ridurre Michelle in quelle condizioni fosse stato con probabilità uno dei ladri che hanno preso di mira la casa del suo vicino di casa, allo scopo di liberarsi della temibile “attenzione” del pastore tedesco.

Il delinquente sono io. «Così mi hanno detto. Sono stato denunciato per procurato allarme – afferma Alberto – perché il giornale e la radio hanno parlato di Michelle. I carabinieri erano adirati per il fatto che nè io per il mio cane, nè il mio vicino Giovanni per il furto subito, abbiamo sporto denuncia. Come se questo significasse che i ladri non c’erano... Eppure il furto Giovanni l’ha subito e il mio cane ha accusato lo spostamento della vertebra. Così adesso divento io il “delinquente”, mi toccherà pagare un avvocato...».

Il cane è malato. Il motivo è presto detto. Dopo il clamore che la segnalazione del furto con presumibili lesioni al cane ha scatenato, i carabinieri - indagando puntigliosamente - hanno acquisito la documentazione della clinica alla quale Luppi si era rivolto, per cercare di avere conferme della sua convinzione e soprattutto per cercare una possibilità di non sopprimere Michelle, come dovrà fare. Ma evidentemente nella clinica reggiana in questione hanno ritenuto che il cane fosse “ammalato” alla spina dorsale, e non ci fossero prove delle lesioni del ladro. La famiglia si è anche rivolta ad un veterinario assessore, che ha confermato l’ipotesi malattia ma non ha voluto parlare alla Gazzetta.

Nessuno vuol parlare. Nè lei, nè i titolari della clinica, più volte interpellati. Fatto sta che ora - se la la denuncia troverà riscontro, visto il contesto - paga il giovane operaio medollese, accusato di avere annunciato un “pericolo inesistente”, suscitando allarme. Luppi invece reclama ogni buona fede.

Ma i ladri ci sono. Andrà anche stabilito se il pericolo inesistente sono i furti o il fatto che durante i furti possa accadere che i cani vengano messi a tacere.

Molti medollesi ieri - a commento di quanto accaduto - hanno segnalato il problema delle razzie ricordando come in molti casi, proprio come è accaduto al vicino di casa dei Luppi, la gente neppure più denuncia.

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