Silenzio davanti al giudice Ma tanti elementi lo accusano
La corsa di Claudio Villani - ferrarese di 56 anni residente a San Nicolò di Argenta - è terminata sabato mattina sulla via Emilia nei pressi di Forlimpopoli, in Romagna. L’uomo, sospettato di aver...
La corsa di Claudio Villani - ferrarese di 56 anni residente a San Nicolò di Argenta - è terminata sabato mattina sulla via Emilia nei pressi di Forlimpopoli, in Romagna. L’uomo, sospettato di aver ucciso Barbara Fontana - bolognese 47enne, impiegata notarile di giorno ed escort di notte - all’hotel Melograno (a poche centinaia di metri dal casello autostradale della A13 Bologna-Padova) è stato intercettato da una pattuglia di carabinieri.
Villani era ancora a bordo della Ford Ka rossa di proprietà della sua vittima. L’argentano è stato fermato per omicidio pluriaggravato al termine dell’interrogatorio del pm di Forlì, Lucia Spirito. Lunedì, all’udienza di convalida, è stato portato in carcere a Bologna. Davanti al giudice non ha parlato; il suo avvocato ha affermato che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ieri il gip ha confermato l’arresto. Villani è accusato anche di evasione per aver violato gli arresti domiciliari; pena che stava scontando per aver rapinato una prostituta che lo aveva denunciato. Dopo l’omicidio Villani ha preso la Ka rossa della donna e ha girato per tutta la notte tra la provincia di Ferrara e la Romagna senza un vero progetto di fuga. Alle 7 del mattino in realtà sarebbe anche tornato all'hotel per poi allontanarsi. L’auto è stata ripresa da una telecamera, a Castelbolognese, provenendo da Imola e, successivamente, da un’altra telecamera, in direzione Forlì. L’allarme partito dalla telecamera è stato ricevuto dai carabinieri di Faenza che hanno allertato i colleghi di Forlì. I militari hanno notato l’auto ricercata e lo hanno seguito bloccandolo. Villani non ha opposto resistenza ed è uscito dall’auto a braccia alzate. In caserma a Meldola Villani avrebbe ammesso di aver ucciso la 47enne ma nella successiva audizione formale davanti al pm di Forlì Lucia Spirito, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ai militari avrebbe spiegato il movente del delitto con una patologia che gli rende problematico il rapporto con le donne. Queste dichiarazioni però non sono processualmente utilizzabili.
L’omicidio sarebbe stato compiuto con un coltello e un cacciavite (oltre 30 i colpi inferti alla vittima, tre dei quali mortali) che poi Villani avrebbe gettato via nel suo girovagare con l’auto della vittima. Avrebbe anche indicato il luogo in cui si sarebbe disfatto dell’arma del delitto. La figura di Villani semina interrogativi sul suo passato. La sua biografia è piena di buchi da chiarire. Villani nell’estate del 1976, ancora minorenne, uccise un’altra prostituta con un colpo di coltello, è difeso da un’avvocato d’ufficio del foro forlivese e ieri ha scelto di non rispondere al sostituto procuratore.
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