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Dipendenti pubblici, Cobas contro la Musti

Dipendenti pubblici, Cobas contro la Musti

Dopo l’annuncio sui “furbetti dei certificati”, interviene il sindacato della sanità: «Attacco gratuito»

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Il Cobas Sanità non ci sta. «Quello della procura di Modena è l’ennesimo attacco ai dipendenti pubblici. Persone che nella maggior parte dei casi svolgono il proprio lavoro con abnegazione e indiscutibile spirito di sacrificio il più delle volte in condizioni inaccettabili. Condizioni che spesso sono causa di malanni vari dei lavoratori».

A parlare è Dino Cuna, responsabile del Cobas Sanità Modena, infermiere Ausl, dopo le dichiarazioni del procuratore Lucia Musti sulle indagini che riguarderanno i “furbetti del certificati”. Troppe ferie attaccate ai periodi di malattia, la procura ha detto basta, ma i Cobas non ci stanno.

«Il blocco delle assunzioni ormai cronico, ci porta a continui straordinari e spesso il riposo settimanale non è garantito. Le dotazioni organiche sono incomplete da sempre e non è raro trovare nei reparti a lavorare persone in condizioni di salute precarie che in attesa di ricollocamento svolgono comunque un lavoro difficile che è quello dell’assistenza. Persone che in età avanzata sono ancora costretti ad estenuanti turni di notte. Certo poi qualche volta si ammalano».

A quanto risulta ai sindacati, i numeri dei certificati di malattia in ospedale non destano preoccupazioni. «I rapporti con la direzione - spiega sempre Cuna - non sono trasparenti in quanto è consolidato il metodo della mancata informazione da parte dell’amministrazione quindi attendiamo una smentita nel caso lo siano. Siamo stanchi di essere sempre considerati quelli che per una partita di calcio non timbrano il cartellino. Le parole della Musti sono banali, logore e soprattutto ormai abusate con metodo. Sembrerebbe che vogliano farci dimenticare che ci sono cose su cui forse la procura dovrebbe porre l’attenzione come misteriose scomparse di pazienti».

Cuna conclude: «Forse vogliono farci dimenticare che l’incostituzionalità del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico di fatto non ha sortito ancora nessun effetto sui contratti? Ci piacerebbe sapere cosa pensa la Musti del fatto che la pubblica amministrazione non sia assolutamente in regola con le assunzioni delle categorie protette. Solo di recente è stato programmato un piano per ottemperare ma i numeri ancora parlano da soli. Allo stato attuale l'azienda Ausl è ancora scoperta di 40 unità da più di dieci anni. Anche in questo caso, nonostante le continue richieste della RSU, i dati ufficiali sono misteriosi. Vorrei, in ultima analisi, porre l’accento sulla offesa grave che è stata rivolta ai medici di base che sembrerebbero una combriccola di mistificatori al servizio di tifosi sfegatati o fannulloni vacanzieri. Ai medici di base chiediamo una presa di posizione ferma.

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