Il mercato Italia sale poco, male l’estero
Nei dati giugno-luglio 2016 la Camera di Commercio segnala un calo della produzione (-1,3%) e del fatturato (-2,5%)
Una battuta d'arresto per produzione e fatturato dopo quattro trimestri consecutivi di crescita. Ma soprattutto, mentre si muove il mercato interno, diventa stazionario il trend dei mercati esteri.
Questi in sintesi i primi risultati dei dati raccolti dalla Camera di Commercio di Modena, nell'indagine congiunturale sul secondo trimestre 2016 effettuata con Cna e Confindustria provinciali. Nel dettaglio, la produzione industriale del manifatturiero nel periodo aprile-giugno ha mostrato una lieve diminuzione pari all'1,3% rispetto agli stessi mesi dell'anno scorso. Il fatturato, negli stessi periodi di confronto, ha presentato un calo del 2,5%. La rilevazione evidenzia poi un'inversione di tendenza per quanto riguarda gli sbocchi commerciali: in crescita il mercato interno (+1,8%) che aveva peraltro già dato segni di risveglio nel 2015, mentre stazionario è apparso l'estero (-0,4%), dopo anni caratterizzati da una dinamica sostenuta.
«Questo dato, confermato dal rallentamento del trend delle esportazioni, potrebbe rivelarsi critico, in quanto da sempre i mercati internazionali hanno rappresentato per Modena un importante bacino di distribuzione delle merci prodotte», sottolinea l'ente camerale
«Considerando i diversi partner commerciali delle nostre imprese, destano preoccupazione i pesanti cali di export registrati nei cosiddetti paesi 'Brics', in particolare Brasile, Russia e Cina e soprattutto la forte contrazione del mercato statunitense, primo partner commerciale per le imprese modenesi», aggiunge la camera di commercio.
La quota di fatturato proveniente dalle esportazioni tuttavia è rimasta complessivamente invariata sul 40,9% nella media del campione di imprese modenesi intervistate, confermando la spiccata propensione ai mercati mondiali che le caratterizza.
A macchia di leopardo l'andamento dei diversi settori manifatturieri nel secondo trimestre 2016. L'indagine contempla infine anche i quesiti sulle previsioni a breve termine posti agli imprenditori.
La quota percentuale d’imprese che si attende un incremento di produzione è leggermente salita, passando dal 18,7% del primo trimestre 2016 al 20,4% del secondo.
La maggioranza degli intervistati, peraltro, prospetta una situazione di stabilità (62,1%), mentre il 17,5% indica un possibile calo dei livelli produttivi nei prossimi mesi.
Un dato rassicurante è invece quello stimato sulla tenuta occupazionale: l'86,8% degli intervistati, infatti, ha formulato una previsione di stabilità circa il numero dei lavoratori in azienda
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