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Pievepelago si tuffa nel medioevo per Obizzo

Pievepelago si tuffa nel medioevo per Obizzo

Corteo storico con gli sbandieratori di Gallicano e il gruppo di Roccapelago per ricordare la figura del condottiero che resistette agli assalti dei lucchesi

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PIEVEPELAGO. Spettacolare salto all'indietro nel tempo martedì a Pievepelago, dove l'epopea del condottiero Obizzo da Montegarullo, signore di Roccapelago, è stata celebrata con un corteo medievale che ha acceso il centro grazie alla presenza, a fianco del “Gruppo storico di Roccapelago”, degli sbandieratori venuti da Gallicano (Lucca). Assieme, indossando splendidi costumi d'epoca, hanno dato vita a un colpo d'occhio molto suggestivo, lungo un percorso che, partito alle 17 da viale Ferrari, ha attraversato il cuore del paese per poi concludersi in piazza Vittorio Veneto. Ed è qui poi che è andato in scena il grande spettacolo che ha visto protagonisti gli sbandieratori, capaci di dare vita a coreografie davvero spettacolari e apprezzate dalla folla accorsa per questo evento di mezza estate (organizzato da Pro Loco e Comune assieme all'associazione Pro Rocca). Tutto è legato all'epoca del condottiero medievale Obizzo da Montegarullo, che nel 1393, per l'occupazione di diversi castelli del Frignano, dovette subire le ire del marchese di Ferrara che richiese aiuto proprio a Lucca (di qui la presenza degli sbandieratori) per annientarlo. Il dispiego di forze fu notevolissimo: Lucca intervenne con un nutrito contingente di fanti e cavalieri guidato da quattro capitani, tra cui Giovanni Sercambi che lasciò un racconto molto dettagliato di quella campagna in una cronaca con miniature ora custodita presso l'archivio di Stato di Lucca. In particolare, durante l’assedio del castello di Roccapelago vennero utilizzate le migliori macchine da guerra del tempo (mangani, trabucchi e catapulte, ma non solo) nonché, per la prima volta in montagna, armi da fuoco come bombarde e bombardini. Ma l'effetto non fu quello sperato: Roccapelago non venne domata con le armi, ma decise di scendere a patti e consegnarsi ai lucchesi previo il pagamento di 1700 fiorini d’oro. La partita però non si chiuse qui, perché dopo soli tre anni Obizzo riconquistò il castello rinnovando le ire di Lucca, che tornò nel Frignano con una seconda campagna fatta di morte, deportazioni e rovine. Ma Roccapelago non capitolò, e grazie anche alla fortuita coincidenza che portò gli avversari a richiamare anzitempo il contingente per difendersi da altri eserciti, Obizzo rimase al potere. E sabato pomeriggio sarà proprio la sua Roccapelago a celebrarlo (sempre nell'ambito delle iniziative per i 600 anni dalla morte) con una grande rievocazione storica.

Daniele Montanari

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