Gazzetta di Modena

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«Anni intensi tra gente speciale»

di Saverio Cioce
«Anni intensi tra gente speciale»

Il prefetto Michele Di Bari traccia un bilancio del periodo modenese. Da settembre a Reggio Calabria

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In questi giorni è riuscito a ritagliarsi un paio di settimane di ferie. Poi, appena passato il Ferragosto, per il prefetto Michele Di Bari un passaggio a Roma prima di tornare a Modena di corsa, per sbrigare le ultime incombenze, a cominciare dalla messa a punto dell'accoglienza per la cancelliera Merkel, in visita a Maranello a fine mese assieme a Renzi, in visita di Stato. E una settimana dopo a Reggio Calabria per il nuovo incarico. Mille giorni dopo il suo insediamento nel palazzo di viale Martiri della Libertà, il Viminale lo ha inviato in una delle sedi più scomode e pericolose d'Italia.

«In Calabria ci sono già stato, ero prefetto di Vibo Valentia prima di venire a Modena – risponde lui al telefono dal suo buen retiro di Mattinata, il paese natale ai piedi del Gargano, a poca distanza dal santuario di Padre Pio di cui è devotissimo – Ci sarà molto da fare ma so che trovo una realtà che, assieme a problemi grandi con una criminalità organizzata di forte spessore ha anche grandi risorse nella magistratura e nelle forze dell'ordine. Anche lì bisogna essere presenti come Stato, a fianco e vicino ai cittadini, oltre il momento repressivo».

Come a Modena? Quale è il bilancio di questi mille giorni sotto la Ghirlandina?

«Il giudizio tocca ai modenesi – ride – Da parte mia non posso che parlare bene di questa città e della sua provincia, dei suoi abitanti. E anche, ovvamente, di chi rappresenta le sue istituzioni. La collaborazione, la cooperazione tra tutte le parti interessate alla soluzione dei problemi è un tratto distintivo che ho apprezzato moltissimo».

Tutto bene, neppure un appunto, una critica o un'autocritica?

«Preferisco parlare di momenti critici. Quelli che ci sono stati per tutta la comunità modenese. Quando sono arrivato c'era da gestire il problema enorme della white list, ovvero l'elenco delle ditte libere da condizionamenti mafiosi per lavorare nei cantieri e nelle zone terremotate. Poche settimane dopo l'alluvione, con 10 giorni di emergenza durissima che si aggiungeva alla gestione del dopo terremoto. E tre mesi dopo la chiusura del Cie, un provvedimento che presi in coscienza con serenità perchè aveva capito che quella situazione, così come si presentava, non poteva reggere. Oggi ad esempio sui migranti la scelta che facemmo come pionieri nel distribuire sul territorio i profughi si è rivelata più che idonea. Modena ne ospita oggi 1140 e a parte alcune piccole emergenze direi che l'accordo dei sindaci c'è tutto. E anche con la Regione».

Ma i sindaci due settimane fa hanno detto chiaro e tondo di essere al completo

«Il dibattito è tutto politico, ci mancherebbe. Il rappresentante del Governo ne prende atto. Ma non ci sono state forme di boicottaggio. Anche gli appalti per la gestione dell'accoglienza sono stati nella massima trasparenza e affidati a soggetti idonei».

A proposito di trasparenza e infiltrazioni malavitose, ci sono stati i casi di Finale Emilia e la bomba dell'inchiesta sulla Cpl . Lei cos'ha detto alla Dda nell'audizione di febbraio?

«In entrambi i casi ci sono relazioni che sono agli atti, con inchieste in corso, su cui ovviamente non posso divulgare i contenuti. Mi lasci dire però che per la Cpl la gestione degli enormi problemi aperti con il commissariamento dell'azienda di Concordia si è svolta seguendo la legge e salvaguardando una grande realtà produttiva. Con il giudice Cantone c'è stato un'opera di verifica e un raccordo stretto e anche il Governo ha valutato positivamente quello che è stato realizzato a Modena».

Un ottimismo roccioso quello del prefetto Di Bari, come quello della terra dove ha lasciato a vivere la moglie, che d'estate gestisce l'agriturismo di famiglia, e l'adorata figlia Maria Luce, 10 anni. «Non mi lamento – sospira Di Bari – In fondo la famiglia è all'incirca alla stessa distanza da Modena anche se si allungano i tempi di viaggio. Rimpianti? No, a Modena lascio amici molto cari».

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