Castelfrigo, parte un esposto in Procura
«Orari non rispettati, presenza di vigilantes armati, minacce ai lavoratori: le imprese del territorio ora devono isolarla»
Non c'è pace per la Castelfrigo, l’azienda modenese di lavorazione delle carni con sede a Castelnuovo. Dopo l'accordo siglato a febbraio e mai pienamente attuato, nelle ultime settimane si sono accentuate quelle che i sindacati hanno definito “azioni di ritorsione e di pressione nei confronti dei lavoratori”, fino ad arrivare al licenziamento di due delegati della Filt-Cgil da parte della Cooperativa Work Services che lavora in appalto per l'azienda.
La coop, dopo un incontro in prefettura si è impegnata a sospendere il provvedimento, cosa che però, secondo la Cgil modenese e regionale non è ancora avvenuta.
Così il sindacato ha deciso di ricorrere alle misure drastiche, con un esposto alla procura.
«Non se ne può più: i lavoratori delle coop in appalto stanno solo chiedendo di lavorare nel rispetto delle norme legislative e contrattuali. Le cooperative invece continuano a inviare lettere di contestazione disciplinare, sino a contestare il reato di opinione a un lavoratore dopo un intervento in un convegno pubblico alla presenza delle istituzioni locali e regionali» denuncia la Cgil che lancia poi un appello.
«Chiediamo alle imprese del territorio, concorrenti, committenti e clienti della Castelfrigo, anche quelle imprese “certificate eticamente”, compresa la grande distribuzione organizzata, cosa aspettano a isolare un soggetto che attraverso gli appalti ha pagato i lavoratori con la “trasferta Italia” (di fatto evasione fiscale e contributiva), non rispetta gli orari di lavoro, permette che in stabilimento circolino vigilantes armati, che un gestore della cooperativa minacci i lavoratori con “o fai quello che ti dico o ti sparo” e che in azienda circoli un pregiudicato dopo che il prefetto ha chiesto di allontanarlo».
Su tutto questo, ribadisce il sindacato, «faremo formale esposto alla procura e agli organismi preposti al controllo, ma è l'intero sistema che deve ribellarsi». Prosegue infatti la Cgil: «In una regione dove l'eccellenza del sistema di relazioni e della qualità delle produzioni ha permesso di “sopportare” una crisi senza precedenti e dove contestualmente in tutta la sua virulenza è stata resa evidente, con l'inchiesta Aemilia, l'infiltrazione della malavita organizzata e della mafia nel sistema economico e produttivo, non "sono più accettabili e sopportabili soggetti che 'investono' sulla mancata applicazione dei contratti, sulla mancata applicazione delle leggi per competere sul mercato, accompagnando queste scelte anche con le minacce ai lavoratori».
Pertanto «noi proseguiremo sulla nostra strada nel richiedere il rispetto dei contratti e delle leggi, degli accordi sottoscritti davanti al prefetto e alle istituzioni locali, del patto per il lavoro, e di condividere un piano di rilancio e sviluppo del distretto carni modenese dove il buon lavoro ed il buon prodotto siano il volano su cui operare. Ma è l'intero sistema che deve alzare al testa, anche da parte delle istituzioni e della politica, superare la logica di lobby, rilanciare l'idea di distretto e di qualificazione del prodotto e del lavoro, isolando e perseguendo chi butta a mare il buon lavoro, il buon prodotto, l'integrazione, il patrimonio economico, istituzionale e sociale del territorio, con comportamenti illegittimi». I comportamenti di imprese come la Castelfrigo, chiude la Cgil «stanno facendo concorrenza sleale alle imprese che vogliono comportarsi correttamente a Modena, come in tutto il territorio italiano».
Per sostenere i due delegati della Castelfrigo sospesi dal lavoro, la Cgil di Modena e quella dell'Emilia-Romagna avvieranno nei prossimi giorni una raccolta fondi. Lo annunciano gli stessi sindacati che ieri hanno incontrato il sindaco di Castelnuovo e la giunta comunale. Il sindaco si è associato alla richiesta sindacale di vedere rapidamente la sottoscrizione dell'impegno alla sospensione.
Intanto «stiamo attivando incontri con tutte le istituzioni competenti, dal Comune di Castelnuovo, fino al ministero, passando per la Regione Emilia-romagna», fa sapere la Cgil, chiedendo inoltre a tutte le forze politiche di interessarsi della situazione della Castelfrigo. Una vicenda, è il commento dell'organizzazione, che «sta compromettendo una delle filiere più strategiche per l'economia italiana».
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