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«L’Autostrada un errore» Finale apre il fronte del no

«L’Autostrada un errore» Finale apre il fronte del no

Il sindaco Palazzi: «Meglio la strada a scorrimento veloce», poi tentenna sugli atti Furibondo litigio con l’ex collega Poletti e risolutivo intervento di Boetti: «Si vota»

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FINALE. «Siamo all’ultimo minuto di una partita difficilissima. I cittadini che hanno mandato a casa gli altri, eleggendovi sindaci, si aspettano da voi un gesto attivo, concreto, un segnale di effettivo cambiamento. Fatelo, ora e senza indugi. Mettete nero su bianco quello che avete detto di pensare, ovvero che l’autostrada Cispadana è un errore, e che è meglio una strada a scorrimento veloce».

Un appello lanciato ai sindaci di Finale, Sandro Palazzi, e di Cento, Fabrizio Toselli, davanti a circa 200 cittadini che l’altra sera si sono radunati nella sala civica di Alberone, per fare il punto sulla contestatissima autostrada, Ancor più contestata tra Cento e Finale da quando i cittadini hanno realizzato l’esistenza delle tre varianti in zona, una delle quali - da tutti respinta - praticamente è in piazza nella stessa Alberone, ma anche molto vicina e più ingombrante per Finale.

Il clima da quelle parti è surriscaldato, e i cittadini vorrebbero una infrastruttura meno impattante, la famosa strada Cispadana che era stata progettata tanti anni fa e già realizzata nel ferrarese e nel reggiano, prima che qualcuno inventasse la necessità dell’autostrada per presunte ragioni economiche che invece suonano molto di affari e di dinamiche trasportistiche che prescindono dalle esigenze della popolazione impattata. Nello scontro si è consumato pubblicamente il divorzio tra il sindaco Palazzi e l’ex candidato sindaco del centrodestra finalese, Maurizio Poletti, oggi referente senza poltrone dell’”Osservatorio civico ora tocca a noi”.

Quando Poletti si è alzato e, a fronte dei tentennamenti di Palazzi, gli ha chiesto di mettere nero su bianco un atto pro strada (e non autostrada), in sala sono volati gli stracci.

«Un attacco personale contro di me, premeditato», ha accusato Palazzi, difendendo il suo operato: «In campagna elettorale ho espresso la convinzione che fosse meglio la strada a scorrimento veloce, magari a Nord di Finale, dove era originariamente prevista. Sarebbe meno impattante, rispettosa. Faremo di tutto per ritardare l’approvazione del progetto d’autostrada. Se si è dormito sino adesso è impossibile ribaltare una situazione già compromessa: ormai si tratta di ottenere l’autostrada o rinunciare a quella a scorrimento veloce. Il nostro ora è un parere di carta straccia, diventa una battaglia persa, sarei solo contro gli altri sindaci», ha spiegato il sindaco.

«Ci vuole coraggio, ci vuole qualcuno che cominci», incalzava Poletti, e non solo. La diatriba tra i due - che covava ma non si era mai conclamata così platealmente - è poi sfociata sulle emergenze ambientali. E sulla credibilità di Arpae, che come noto ha certificato che tutti i recenti incendi a Finale non hanno avuto conseguenze sull’inquinamento. Circostanza contestata dal pubblico anche ad Alberone. E da Poletti, per il quale ci si è ben guardati dal fare esami tempestivi, completi e sugli inquinanti più a rischio di Finale. Alla diatriba ha messo fine, con un colpo di scena, il presidente del Consiglio comunale di Finale, Maurizio Boetti: «Confermo la mia stima a Poletti, con il quale abbiamo condotto tante battaglie, facendo cose inimmaginabili. Come Lega Nord siamo sempre stati per la superstrada, non per l’autostrada. Al prossimo consiglio comunale sarà messa in discussione una delibera con la quale si chiamano i consiglieri neoeletti a prendere posizione su questo punto. E proporremo un atto analogo al consiglio dell’Unione Area Nord», ha detto tra gli applausi.

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