Scoprire il parco dei Sassi pedalando tra i tornanti
Per chi vuole abbinare l’allenamento sportivo con il fascino della collina il percorso rientra tra i dieci più belli a livello regionale. Tanta storia e ambiente
GUIGLIA. Per chi vuole abbinare l'allenamento sportivo e la bellezza della collina e dell'Appennino modenese, la ciclovia del Parco dei Sassi di Roccamalatina è una bellissima opportunità per vivere un giorno immersi nel verde. La ciclovia del Parco dei Sassi rientra nel progetto di dieci percorsi ciclabili presenti nella nostra regione che, partendo dalla stazione ferroviaria più vicina, permettono di giungere all'interno di aree protette e di luoghi di notevole interesse storico e naturalistico, coniugando l'approccio sportivo a quello ambientale.
Nel nostro caso, dalla stazione ferroviaria di Vignola si raggiungono i confini del parco con il Sentiero Natura del fondovalle Panaro, dove è possibile ammirare un paesaggio fluviale caratterizzato dalla presenza di salici, pioppi, ontani e da una grande varietà di arbusti, tra cui si notano il biancospino e il sanguinello. Caratteristici i diversi aspetti dell'alveo del fiume, segnati da fasi successive di erosione, di depositi e di sedimenti. Oltrepassato Marano si giunge a Ponte Casona. Qui si può percorrere la strada omonima fino all'inconfondibile bivio di quota 307, dove si sale a tornanti su un percorso dalla notevole pendenza. Il Parco dei Sassi di Roccamalatina, dal 2011 inserito all'interno dei Parchi dell'Emilia Centrale, ha al suo interno 2.300 ettari di territorio adagiato sulle colline del Medio Appennino Modenese, fatto di antichi castagneti, boschi e coltivi, e molti di questi paesaggi sono ben visibili e riscontrabili della ciclovia.Tutto il percorso gravita attorno ai Sassi, guglie arenacee emergenti nel paesaggio e quasi sempre visibili al centro dell'anello del nostro percorso. Dalla forma curiosa, simile alle Meteore greche, oltre all'interesse geomorfologico essi racchiudono una grande varietà di paesaggi, animali e piante. E non possiamo dimenticare la bellezza storica di alcuni borghi medievali. Come Pieve di Trebbio, piccolo paese a 463 metri di quota, dalle origini antichissime: una carta nonantolana lo cita già nel 996. La chiesa, la cui costruzione è databile nell'XI secolo, è dedicata a San Giovanni e all'interno sono conservate pitture e sculture di notevole pregio: elementi del presbiterio sono probabilmente del VIII - IX secolo e alcuni capitelli, come quelli della cripta, dell'XI. Si arriva poi a Castellaro e al Borgo dei Sassi, dominati dalle guglie arenacee che sono cuore e principale attrattiva del parco. Dopo l'eventuale salita a piedi alla più alta di esse, si torna al bivio di Castellaro per raggiungere, su asfalto, Roccamalatina. Da qui si può salire a Montecorone, altro borgo di origine medievale incastonato tra campi e castagneti e in vista del Sasso di Sant'Andrea. O, in alternativa, dirigersi verso la valle del Mulino della Riva con tortuosa strada a mezza costa che raggiunge Castellino delle Formiche, in posizione panoramica verso i Sassi. Da qui, passando per Sant'Apollonia, si scende al bivio di quota 307 già toccato all'andata e si fa ritorno a Vignola.
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