Dopo il terremoto riaperti al pubblico 2 cimiteri frazionali
Buone notizie per i carpigiani che hanno i propri cari sepolti nei cimiteri frazionali: riaprono completamente quelli di S. Croce e S. Martino Secchia. La Giunta comunale di Carpi aveva approvato nel...
Buone notizie per i carpigiani che hanno i propri cari sepolti nei cimiteri frazionali: riaprono completamente quelli di S. Croce e S. Martino Secchia.
La Giunta comunale di Carpi aveva approvato nel marzo del 2015 i progetti di recupero di due cimiteri frazionali danneggiati dal sisma del maggio 2012 e nei mesi successivi messi in sicurezza per permetterne una parziale apertura al pubblico. In entrambi i casi, era stato stabilito che i lavori - seguiti dal Settore Restauro, Cultura, Commercio e Promozione economica e turistica del Comune – fossero consegnati nel mese di maggio 2015.
Oggi, con un ritardo di poco più di un anno, si sono finalmente concluse in modo definitivo le opere di restauro strutturale dei due cimiteri frazionali, tramite interventi di riparazione con operazioni di rafforzamento locali: soprattutto fessurazioni di soffitti e porticati nel caso di Santa Croce. Le spese sono state ingenti. Mentre per San Martino Secchia sono stati impiegati 6.500 euro, anticipando i fondi regionali destinati a questo fine dai proventi del rimborso assicurativo pervenuto al Comune per i danni subiti dal patrimonio municipale a causa del terremoto, nel solo cimitero di Santa Croce erano state individuate in ben 100 mila euro le spese complessive presunte con fondi assicurativi comunali: infine, le opere edili hanno raggiunto l'importo di circa 80 mila euro.
«Questi interventi fanno parte delle priorità che ci eravamo dati nel periodo post sisma – spiega l’assessore al Centro storico, Restauro e Conservazione, Simone Morelli - quando si parla di cantieri, tengo a precisare che un’ingente parte di essi riguarda gli immobili e le strutture gravemente danneggiate dal terremoto: la macchina comunale sta lavorando in quella direzione. Una delle urgenze individuate fin da subito è stata quella della riapertura degli uffici preposti ad alcuni importanti servizi comunali: in primis, tra questi, i cimiteri». Oltre a potersi recare liberamente nei cimiteri cittadini, i carpigiani ora desidererebbero poter avere nuovamente accesso anche ad altre chiese rovinosamente danneggiate dal sisma: San Nicolò, San Francesco, tra i luoghi di culto di cui si sente la maggiore mancanza.
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