«Mi ha fatto 6mila telefonate, fermatelo»
Anziana vittima di un maniaco di Trento: «Pubblicai un annuncio economico, lo lesse e da allora chiama senza sosta»
«Mi ha fatto seimila telefonate in quattro anni. Seimila. Usa dieci sim card diverse per non farsi riconoscere: ogni volta mi trovo un numero nuovo, rispondo, mi offende e poi richiama a raffica, senza sosta, ogni giorno. Io non vivo più. Mi fa dormire due ore a notte. Sto impazzendo».
Parla una settantenne modenese che anche ieri per l’ennesima volta è tornata ancora una volta dalle forze dell’ordine per denunciare il suo persecutore. Uno che la offende e rivanga vecchie storie trucide a lei ignote che non la riguardano. Uno sconosciuto in tutti i sensi.
È una folle vicenda per ora inarrestabile, come si capisce ascoltando la vittima che chiameremo Bruna (chiede l’anonimato perché ormai è terrorizzata oltre che stressata): il suo persecutore non si ferma neanche di fronte al fato che i carabinieri sanno chi è.
«Mi ha preso di mira nel 2012 e da allora non ha mai smesso – spiega Bruna – tutto è nato in modo completamente causale. Ho fatto un annuncio su un giornalino economico di Trento per fare la badante».
«Assisto gli anziani da tanti anni e mi faceva comodo andare a lavorare in quella città per fare delle cure termali. Nell’annuncio c’era il mio numero di cellulare di lavoro. Lui lo ha letto e da allora lo fa continuamente».
Bruna riconosce che sembra una storia inverosimile ma è così e mostra il cellulare: «Guardate qui. Solo questa mattina 120 chiamate con questo numero e 160 con quest’altro. Sono questa mattina, non si se mio spiego: va avanti anche a notte fonda. E’ impossibile riposare. Più di due ore non mi fa dormire».
Quando ha iniziato a bombardarla di telefonate, quattro anni fa, Bruna a volte rispondeva perché non collegava ancora il numero con il suo persecutore: «Mi diceva ogni sorta di offese anche sessuali, a me che sono un’anziana. Poi ha iniziato a dirmi che ero una disgraziata, che avevo ucciso mia figlia piccola per la droga. Delirava. Ho pensato che parlasse di un’altra persona».
«Non so quante volte ho cercato di spiegargli che aveva sbagliato numero ma non c’era niente da fare. Riattaccava e poi richiamava subito come se niente fosse. Allora ho perso la pazienza e lo ho denunciato», racconta ancora agitata.
Gli investigatori hanno preso seriamente la faccenda. Con tutti i numeri di telefono usati dal maniaco sconosciuto, sono risaliti a ben dieci sim car che utilizza per i suoi “giochetti” deliranti e alla fine lo hanno identificato.
«È un tizio quarantenne che abita a Trento città. Sanno anche il nome e cognome e ho saputo che lo hanno interrogato. Non lo conosco e non ho mai avuto contatti con lui. Altro non so».
Su questa ossessione nei suoi confronti Bruna si è fata un’idea: «Penso che mi abbia preso di mira in modo del tutto casuale leggendo il mio numero nell’annuncio economico. Il fatto che l’abbiamo identificato non l’ha però intimorito. Mica si è fermato. Continua come se niente fosse a chiamare tutto il giorno e la notte, ogni giorno. Per questo sono tornata dalle forze dell’ordine per fare un’altra denuncia per stalking».
Ci si potrebbe chiedere perché Bruna non cambi la sim card. Non può: è da sempre il numero di lavoro dove è reperibile. Anche per lo stalker…
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