Polinago salva il Comune: può sostituire i pensionati
Il Senato approva una norma che autorizza il rimpiazzo dei dipendenti anziani Tomei: «Verranno assunte tre persone, così evitiamo la morte del municipio»
POLINAGO. Il Comune non sarà costretto a chiudere, e con lui gli altri piccoli centri al di sotto dei 10mila abitanti, che si trovano a fare i conti con gli inevitabili pensionamenti. Finora erano stretti nelle maglie della legge di stabilità 2015 che imponeva un criterio di sostituzione-choc: solo il 25% delle figure collocate a riposo. Cioè, per avere una persona bisognava perderne quattro. Sproporzione spiazzante che di fatto non permetteva di mantenere i servizi essenziali, sorta di anticamera della chiusura o perlomeno dell'obbligo a fondersi con le realtà circostanti per sopravvivere. Una dinamica che andava a colpire in modo emblematico Polinago, dove nel giro di due anni i pensionamenti sono quattro su nove dipendenti.
Nello specifico, nell’arco del 2016 un impiegato dell’ufficio tecnico (che ha già finito) e un operaio (in uscita a novembre), e il prossimo anno il responsabile dei Lavori pubblici e l’ultimo operaio. L’Ente sarebbe rimasto senza capacità d’intervento, tanto che nei mesi scorsi il sindaco Gian Domenico Tomei aveva sollevato ripetuti allarmi sull’impossibilità di andare avanti in questa condizione.
Ma adesso gli è arrivato da Roma il migliore dei “regali di compleanno”: proprio nel giorno in cui ha festeggiato, il 2 agosto, il Senato ha approvato il decreto legge 113 con misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali, introducendo una serie modifiche sostanziali allo scenario. La più importante, in questo caso, è quella che aumenta la possibilità di sostituzione del personale dal 25 al 75%, “percentuale - spiega Tomei - calcolata non sulle teste ma sulla retribuzione. Questo significa che, tra gennaio e febbraio, le due persone pensionate nel corso del 2016 potranno essere sostituite o con due part time lunghi o con un tempo pieno e un part time al 50%. Così la situazione cambia radicalmente: prima eravamo morti, adesso si può sopravvivere. Avevo posto il problema apertamente alla segreteria provinciale Pd e ai parlamentari modenesi: questo risultato è frutto del loro impegno concreto e sentitamente ringrazio».
Nel quadro complessivo, alla fine del 2017 le quattro uscite ravvicinate potranno contare sul reintegro di almeno tre: «Mancherà sempre una persona - nota Tomei - ma ce la possiamo fare, con la dedizione che hanno sempre mostrato qui i dipendenti».
Questo però non significa che bisogna abbandonare l’idea della fusione con Pavullo e il resto del vicinato: «Lo studio di fattibilità va fatto al più presto - sottolinea Tomei - e porrò il tema esplicitamente in Unione, perché il futuro va in quella direzione o comunque nel rafforzamento delle gestioni associate. Ma adesso non abbiamo più una spada di Damocle sulla testa e, se fusione sarà, avremo il tempo per farla bene».
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